Costo massetto al mq

- Il massetto tradizionale in sabbia e cemento ha dei costi compresi in una media tra 10,00€  e 16,00€ al mq
- Il costo del massetto tradizionale premiscelato é compreso tra 12,00€ e 18,00€ al mq
- Il costo del massetto autolivellante é compreso tra 10,00€ e 19,00€ al mq

Costo posa massetto

- Il costo della posa di un massetto tradizionale é compreso tra 6,00€ al mq e 12,00€ al mq
- Il costo della posa di un massetto autolivellante é compreso tra 2,50€ al mq e 7,00€ al mq

(I prezzi di fornitura compreso la posa possono subire impennate in funzione dei mq da realizzare, dello spessore e della posizione del cantiere).

Costo massetto autolivellante al mq

Il costo del massetto autolivellante: da 10,00€ al mq  per uno spessore di 3 cm,  da 14,00€ al mq per uno spessore medio di cm 5, massetto a base cementizia, solfato di calcio o anidrite e varia in funzione dei metri quadri da realizzare, dello spessore e della facilità dell'intervento. 

Per ricevere il prezzo per la tua situazione specifica, componi il tuo preventivo oppure contattaci, abbiamo prezzi più contenuti per i migliori massetti che non passano solo attraverso i magazzini edili, servizio per imprese e privati.

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Nel web sono presenti molti portali nel quale puoi inserire i tuoi dati e ricevere più preventivi, siti che fanno solo da intermediari guadagnando sulle vostre richieste, costi che poi ricadono sul preventivo finale, spesso le imprese iscritte a questi portali sono disperati in cerca di lavoro che magari non sono neanche specializzati in quel settore. I nostri preventivi per i massetti di fornitura e posa di sottofondi alleggeriti, massetti autolivellanti, tradizionali i migliori massetti per riscaldamento a pavimento anche a basso spessore sono privi di questi costi e ancora più ottimizzati per i prodotti che non sono acquistabili solo dal magazzino edile.

 

IL MASSETTO AUTOLIVELLANTE

Adatto per ogni situazione
Minimo sforzo massime prestazioni

In questo articolo trovi tutte le informazioni sul massetto autolivellante pro e contro, differenza con un massetto tradizionale in sabbia e cemento o preconfezionato in sacchi di tipo terra umida, come e dove si può applicare, condizioni di lavorazione come si deve realizzare un massetto autolivellante a regola d'arte, il costo e tutte le componenti che compongono il prezzo al metro quadro.

Introduzione

 Viaggiando qua e là nel web su siti o portali si trovano informazioni sul massetto autolivellante imprecise, informazioni prese e messe insieme senza avere neanche nozioni di base, viene paventato ad esempio il problema dell'effetto bleeding, viene dato per scontato ma questo non esiste se il massetto viene applicato correttamente e non necessita di nessuna carteggiatura, dicono poi che il massetto autolivellante può essere applicato solo su barriera vapore che viene confusa con un comune nylon la barriera vapore è altro come vedremo più avanti, gente che non ha niente a che vedere con i massetti o nello specifico con i massetti autolivellanti e da incompetenti danno consigli errati. 
Prima di vedere il massetto autolivellante vediamo perché piano piano sta cambiando e invadendo il mercato: nasce nei paesi nordici negli anni 60 per l'esigenza di ricoprire gli impianti di riscaldamento a pavimento, paesi che hanno sviluppato queste produzioni molti anni prima di noi per le naturali differenze climatiche, nasce dall'esigenza di ottimizzare il risparmio energetico ed eliminare tutti i problemi che i massetti tradizionali hanno dato e continuano a dare su questi impianti. Lo sviluppo delle normative e l'esigenza di mercato per un miglioramento dell'efficienza energetica sull'impianto di riscaldamento a pavimento hanno portato i maggiori produttori a investire sempre di più sulla ricerca e al miglioramento del massetto autolivellante, questo studio per realizzare un massetto che riducesse le probabilità di errori di miscelazione dei componenti, di errori di applicazione, limitare il ritiro... ha subito un fortissimo incremento nel processo di ricerca e sviluppo negli ultimi anni con notevoli risultati di miglioramenti rispetto alla sua storia passata tanto che il mercato Italiano del massetto autolivellante si sta allargando anche in assenza di questi impianti, ragionevolmente le imprese con il tempo hanno cominciato a fare i conti con la velocità di realizzazione e di semplificazione dei cantieri, riducendo oltre ai tempi di realizzazione il costo, pareggiando e in molti casi migliorando la forbice di prezzo che distanziava un massetto autolivellante da un massetto tradizionale trovare manodopera poi per la realizzazione di un massetto tradizionale è sempre più difficile e ancor di più per quella specializzata e aggiornata per le nuove norme di sicurezza nei cantieri, i massetti autolivellanti di nuova generazione nascono per sostituire o meglio affiancarsi ai tradizionali e colmare anche queste mancanze.

(Vedi: Massetto Autolivellante Tradizionale)

Il massetto autolivellante è una miscela di inerti selezionati, fluidificanti e additivi composta da inerti selezionati
di varie granulometrie da 1 mm fino a 4\6 millimetri già additivato con fluidificanti e stabilizzanti realizzabile solo in interni, necessita di una fase preparatoria minima si posa con semplicità e in tempi rapidi. Le sue proprietà lo rendono perfetto per ogni intervento, la realizzazione è estremamente veloce semplificando e velocizzando tutte le operazioni di cantiere è semplice operare anche in appartamenti in centro riservando (ove possibile) un suolo molto ristretto per posizionamento di un silo circa di metri 2,40 x 2,40, senza creare polveri per la miscelazione, senza residui, sacchi da smaltire, é specifico per gli impianti di riscaldamento a pavimento, avvolge perfettamente il tubo eliminando le camere d'aria e fa rendere al meglio il funzionamento dell'impianto radiante, é applicabile a medi, alti e bassi spessori.

Massetto, quale scegliere

Vediamo quale massetto scegliere meglio un massetto tradizionale o autolivellante, il massetto tradizionale ha una lavorazione complessa e laboriosa e non dà risultati certi, meglio un massetto autolivellante che semplifica le operazioni di cantiere con maggiore sicurezza e risultati in opera garantiti.

Differenza tra massetto autolivellante e tradizionale

La differenza sostanziale tra un massetto di tipo tradizionale in sabbia e cemento e un massetto autolivellante é la consistenza, il tradizionale é di tipo terra umida, liquido l'autolivellante, questo consente di ritrarre maggiori vantaggi

1
Migliore planarità
La superficie livellata semplifica e velocizza le operazioni di posa dei rivestimenti con un minor consumo di colla.

2
Migliore resistenza e certezza del risultato
La fluidità assicura la compattezza e la sicurezza del risultato

3
Facilità di applicazione
La velocità di esecuzione evita la veloce reazione dei componenti che rischia di diminuire le caratteristiche tecniche dei prodotti.

4
Asciugamento veloce
Calpestabile dopo poche ore. Su impianto di riscaldamento a pavimento se si rispetta la norma UNI EN 1264 per il ciclo termico, i massetti autolivellanti con solfato di calcio sono quelli che ci permettono di posare prima i rivestimenti.

5
Basso spessore
Applicabile anche in spessori ridotti a partire da 2 cm. Su riscaldamento a pavimento da un minimo di 0,5 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.

6
Maggiore sicurezza
Pulizia in cantiere e sicurezza nel pompaggio a bassa pressione  la distribuzione del avviene in totale sicurezza mediante pompaggio a vite polmone a bassissima pressione fino ad una distanza di oltre 100 metri e a più i 20 metri di altezza.

...E poi:

- Miscelazione perfetta

- Ritiro controllato: non presenta crepe.

- Assenza di camere d'aria: Irradiamento uniforme e risparmio energetico.

- Costo più basso: In molte situazioni anche su impianti radianti il costo è minore di un tradizionale.

leggi anche: 
"il massetto Radiante"

Calpestabilità e Condizioni di lavorazione

Il massetto autolivellante è già calpestabile il giorno successivo alla posa, durante la fase di lavorazione e di essiccazione nelle prime 24\48 ore il massetto autolivellante va protetto da temperature estreme la temperatura dell'ambiente circostante e del supporto non deve scendere al di sotto di +5 °C o superare +35 °C (temperature difficilmente violabili in un ambiente chiuso), va protetto dal gelo, da una asciugatura troppo rapida (sole battente diretto, vento, pioggia), successivamente è consigliato areare i locali per favorire la fuoriuscita dell'umidità presente nell'ambiente la ventilazione aiuta anche l'asciugamento del massetto. La chiusura delle aperture, porte e finestre, dove non sono ancora state installate, viene solitamente fatta con fogli di nylon fissati su telai di legno removibili o direttamente sui telai delle porte e delle finestre. Per garantire un funzionamento regolare della pompa di miscelazione dell'impianto o di una macchina adeguata per questo tipo di lavorazione va predisposto in loco un allacciamento elettrico 380v 15kW in assenza di questa si può provvedere con un generatore non minore di 30kw, è anche necessaria un'alimentazione di acqua pulita di minimo 1500/2000 litri l'ora.

Lavorazione

 La preparazione del piano di posa per il getto del massetto autolivellante prevede la messa a quota dei cosiddetti piedini o misuratori di livello con livelle digitali o a fluido, viene steso e livellato con apposite stadie tubolari, la lavorazione non è molto difficile basta attenersi a poche regole importanti, la miscelazione deve avvenire aggiungendo solo la giusta quantità di acqua, va programmata in modo tale che il massetto sia steso e staggiato entro il tempo di apertura del prodotto. Le grandi superfici devono essere realizzate con macchine adeguate, la pompa miscelatrice del silo fornita dal produttore ha una portata di ca. 100 litri/minuto, quindi è in grado di miscelare e pompare in 1 ora 8-10 tonnellate di materiale, corrispondenti ad una superficie di 100-120 metri quadrati l'ora, dove non è possibile posizionare un silo si deve realizzare il getto con prodotto sfuso in sacchi utilizzando impianti di miscelazione a vite polmone professionali con portata di getto non minori di 50\60 litri al minuto. La realizzazione di questi massetti con impianti di piccola portata o con trapano miscelatore può causare non pochi problemi, es.: prodotti miscelati male, reazione durante la lavorazione...

Spessore minimo del massetto autolivellante

Lo spessore minimo applicabile di un massetto autolivellante è di 2 centimetri in ancoraggio, 3 cm per il massetto flottante indifferentemente dalla presenza di impianti di riscaldamento a pavimento. Il massetto autolivellante come si evince dalla parola stessa è un massetto prodotti con la sola definizione di autolivellante o livellina in mancanza della dicitura massetto e che mancano di granulometria sono adatti solo per piccole rasature o livellamenti.

Massetto ancorato

Il massetto autolivellante ancorato viene realizzato in spessori minimi dove non ci sono le condizioni e gli spessori adatti a realizzare un massetto di spessore 3 cm, il minimo spessore di un massetto tradizionale ancorato è di 4 cm. Il fondo sul quale verrà posato il massetto deve avere caratteristiche meccaniche adeguate deve essere privo di polveri, efflorescenze, oli, grassi, altre impurità e deve essere trattato con un primer per evitare il rapido asciugamento. L'ancoraggio di un massetto di tipo terra umida (tradizionale) invece prevede una boiacca cementizia di aderenza spesso preferita da un lattice specifico. Il massetto ancorato viene eseguito anche in presenza di impianti di riscaldamento a pavimento a basso spessore con pannelli preforati a bugne cave su fondo assorbente opportunamente primerizzato.

Massetto galleggiante

Il massetto autolivellante galleggiante viene steso in uno spessore minimo di 3 cm, un massetto tradizionale in un minimo di 4 cm, deve essere staccato da pareti e fondo per previene tensioni dovute a movimenti dello stabile ed eventuali rotture, cretti nel pavimento o addirittura nei casi più gravi il sollevamento, si procede con l'applicazione sul fondo di fogli di polietilene (nylon), su barriera vapore, lastre di polistirene, con strisce comprimibili perimetrali per tutto lo spessore del massetto. Operando con materassini termo-acustici occorre valutare attentamente lo spessore del massetto in modo da evitare effetti di molleggiamento o effetti di peggioramento dell'isolamento acustico, ogni materassino richiede il suo peso per il funzionamento ottimale in funzione degli spessori si deve considerare un'opportuno uso della rete di armamento avendo cura di rispettare un ricoprimento minimo di almeno 15 mm, è opportuno che gli impianti tecnici vengano preventivamente ricoperti per evitare danneggiamenti (movimenti, fenomeni corrosivi etc...). La regolarizzazione in quota degli impianti fino allo spessore che serve per il successivo massetto viene preferibilmente eseguita con miscele di conglomerati leggeri e isolanti.

La prova di espansione

La giusta consistenza di un massetto autolivellante si controlla con la prova di espansione ed è fondamentale per la perfetta riuscita del manufatto, questo serve a limitare lo spolvero superficiale (effetto building) infatti un massetto autolivellante dosato con la giusta quantità di acqua non presenta questo problema e rientra nei parametri imposti dalla normativa, spesso sentiamo di posatori che lavorano anche senza misuratori di livello e per fare questo miscelano prodotti con maggiore quantità di acqua rispetto al dovuto. Dosare la giusta quantità di acqua nell'impasto vuol dire anche limitare il ritiro e le probabilità che si verifichino cretti ottimizzando anche l'asciugamento.

Posa dei rivestimenti e asciugamento

La posa dei rivestimenti deve avvenire a massetto asciutto.​ In presenza di riscaldamento a pavimento non si può mai fare a meno della fase di riscaldamento preliminare con qualsiasi tipologia di massetto. Tutti i massetti devono essere sottoposti ad un preriscaldamento prima della posa del rivestimento, questo cosiddetto riscaldamento funzionale (ciclo termico) è regolamentato dalla norma UNI EN 1264 ovvero dalle prescrizioni dei singoli produttori​. L’operazione di avviamento dovrà avvenire trascorso il tempo di asciugatura dello strato di supporto, ovvero: 21 giorni nel caso di massetti in terra umida e cementizi come i massetti Leca Paris e slim, gli autolivellanti sa500 fassa bortolo, AR97 Grigolin 7 giorni nel caso di massetti a base di solfato di calcio anidrite come knauf, Ferri... tutta la procedura deve essere documentata. I tempi di asciugamento dei massetti autolivellanti in assenza di radiante sono in media di un centimetro a settimana e dipende dall'areazione più o meno intensa dei locali e dalle temperature esterne, per la posa dei materiali in legno l'umidità residua deve essere sotto il 0,2%, verificata con igrometro a carburo. Dopo la realizzazione bisogna fare attenzione a non versare grosse quantità di acqua si potrebbe compromettere ed aumentare i tempi di asciugamento.

Perchè usare un primer prima della posa dei rivestimenti
(Primer: promotore di adesione e limitatore di assorbimento)
Tutti i massetti autolivellanti hanno un'assorbenza elevata e in fase di posa dei rivestimenti asciugano velocemente i collanti, a causa della loro consistenza poi tendono a portare in superficie la parte più fine del prodotto causando nei prodotti meno ricchi di leganti un leggero spolvero superficiale rientrando comunque nei parametri che la normativa impone, alcuni produttori come knauf e Ferri hanno limitato al massimo questo fenomeno dando in dotazione i rispettivi primer per i rivestimenti ceramici e per i rivestimenti in legno.
La fornitura dei primer è compresa nel costo del massetto e la sua stesura viene fatta con un rullo da pittore in tempi brevissimi.

I giunti di dilatazione

In presenza di riscaldamento a pavimento i giunti di dilatazione sono sempre necessari ad eccezione per i massetti autolivellanti a basso ritiro come il massetto autolivellante knauf FE80, non necessita di giunti di dilatazione fino a 400 mq

La barriera vapore

La barriera vapore è uno strato necessario nei solai umidi a contatto con il terreno e impedisce all'umidità sottostante di risalire e di contaminare il massetto, questo può portare al distaccamento dei rivestimenti in legno, a efflorescenze nelle fughe dei pavimenti e alla formazione di muffe. Molto spesso sentiamo dire e viene richiesta sotto il massetto una barriera vapore intesa come fogli di nylon, (inesattezza da incompetenza) ci meravigliamo quando questi sono operatori del settore. I fogli di nylon sono soggetti a un veloce degrado e sono permeabili al vapore per questo non sono adeguati quando è prevista una barriera al vapore.

Posizionamenti silo o autostazioni mobili

Per le lavorazioni in centro viene spesso ricercata la fornitura con camion completi di macchina per il pompaggio e materiale incorporato (soluzione molto comoda) in realtà la differenza di praticità tra il posizionamento del silo e un mezzo su ruote non è proprio completamente a favore di quest'ultimo, le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico e per la sicurezza sono identiche, l'area di cantiere è a favore del silo che occupa solo un area di 2,40x2,40 mt le autostazioni mobili hanno bisogno di un area di mt 11,00 x 2,60 entrambe sono removibili a fine lavoro. Le stazioni mobili arrivano in cantiere già complete di materiale fate attenzione perché qualcuno fa il furbetto, per limitare il dubbio chiedete sempre la bolla del fornitore per verificare la congruità.

Impianti per la lavorazione e confezionamento

Il Massetto autolivellante viene prodotto e fornito per la grande distribuzione sfuso in motrici o bilici per lavorazioni con stazioni mobili o in silo già dotati di macchine impastatrici automatiche, viene fornito in sacchi per piccole lavorazioni o in cantieri dove non si accede con questi mezzi per la lavorazione a sacchi si opera con impastatrici a vite polmone professionali adeguate.

Preparazione del piano di posa dei pannelli radianti

Tutti i pannelli radianti (posati correttamente) sono idonei a ricevere qualsiasi massetto autolivellante senza compromettere il galleggiamento dell'impianto o infiltrazioni. La preparazione del piano di posa dei pannelli è l'aspetto primario per la perfetta riuscita di un massetto su questa tipologia di impianti. La fascia di dilatazione comprimibile perimetrale deve essere stessa a regola d'arte indipendentemente dal massetto usato ed è sempre a carico di chi li realizza l'impianto di riscaldamento, normalmente la maggior parte di questi sa bene cosa va fatto, spesso però si trovano impiantisti che per comodità o fretta trascurano alcuni particolari, poco influenti se è prevista la posa di un massetto tradizionale ma se si realizza un massetto autolivellante in condizioni non proprio ottimali si possono causare disagi più o meno gravi in fase di applicazione, nei casi più trascurati si può arrivare anche al galleggiamento dell'impianto. La fretta e la comodità di una preparazine approssimativa porta molti di loro a sconsigliare i massetti autolivellanti. La cattiva preparazione è perfettamente visibile prima del getto e il massettista può e deve intimare la sistemazione. I pannelli devono essere accostati, senza buchi o aperture che possono far defluire il materiale, i tubi del riscaldamento sono soggetti a galleggiamento se non fissati correttamente, in assenza di pannelli con bugne (sui pannelli lisci) vanno fissati non oltre i 50 cm di distanza, l'eventuale rete metallica va fissata al pannello o ai tubi non oltre i 50\70 cm. Il fissaggio deve essere ancora più fitto quando è previsto un getto con un massetto autolivellante a basso o bassissimo spessore questi richiedono una preparazione meticolosa. Il film di nylon orizzontale che sta attaccato alla bandina perimetrale serve a chiudere il vuoto tra il muro e il taglio non preciso del pannello, va risvoltato sul pannello e fissato per fare questo spesso in presenza di pannelli bugnati si usa lo stesso tubo del riscaldamento, dove ci sono i pannelli lisci invece la striscia perimetrale viene nastrata o ancorata. Eventuali aperture di sbalzi, scale, assenze di soglie... vanno chiuse con un assi di legno a sostegno della striscia comprimibile la quale deve essere continua per tutto il perimetro anche dietro la centralina dell'impianto. In presenza di striscia comprimibile perimetrale senza il foglio che copre il pannello del riscaldamento occorre riempire lo spazio tra il muro e il pannello o altri buchi, è consigliato farlo con bombolette di poliuretano espanso evitando che lo stesso affiori sopra il piano del massetto, si può anche ovviare con altri materiali tipo malta preconfezionata o semplicemente con sabbia e cemento, in questi casi bisogna però farlo 1 o al massimo 2 giorni prima per evitare che il cemento troppo secco assorba velocemente il massetto.

I migliori massetti autolivellanti

Dopo aver visto che i migliori massetti autolivellanti sono a base di solfato di calcio vediamo quali sono nello specifico quelli più performanti:

1

MASSETTO AUTOLIVELLANTE FE80 KNAUF

2

MASSETTO AUTOLIVELLANTE FZ 180 BIO THERMAL

3

MASSETTO AUTOLIVELLANTE FASSAFLOOR THERM

4

MASSETTO AUTOLIVELLANTE TRADIZIONALE TRIBON

5

MASSETTO AUTOLIVELLANTE SA500 FASSA BORTOLO

6

MASSETTO AUTOLIVELLANTE AR97 GRIGOLIN


VEDI QUI:

I MIGLIORI MASSETTI AUTOLIVELLANTI A BASSO SPESSORE

 

QUANTO COSTA UN MASSETTO E QUALI SONO LE DIFFERENZE

  Vediamo il costo medio di un massetto, come viene stabilito e perché non può essere compresso in un solo listino. La prima precisazione da fare è che le seguenti stime sono per massetti da realizzare in aree facilmente accessibili, spessori elevati, costi di trasporto, piccoli lavori possono creare impennate di prezzo anche superiori a 30,00€ al mq. Dobbiamo fare poi una distinzione per tipologia di prodotto tra massetto tradizionale in sabbia e cemento, massetto tradizionale preconfezionato e massetto autolivellante poi dobbiamo mettere in conto anche se il massetto viene fornito da un magazzino edile intermediario o se passa dalla grande distribuzione infine dobbiamo accorpare il costo della posa al costo della materia prima.

Come viene determinato il costo

Per la realizzazione compreso di materiale di un massetto vediamo perché non è realizzabile un listino prezzi standard. Nella fase in cui far realizzare un massetto a volte succede che ci si ritrovi in mano con più preventivi magari con una disparità notevole di prezzo e ci si chiede come mai questo sia possibile, spesso dando a pensare che il prezzo minore sia un lavoro fatto con prodotti o lavorazioni di minore qualità oppure quello dal prezzo più alto ci sta provando, tutto è possibile ma dobbiamo tenere conto che il prezzo viene determinato oltre che dalla struttura dell'azienda dai seguenti diversi fattori: organizzazione, costo del prodotto, potere di acquisto, logistica, grandezza del cantiere, difficoltà di accesso al cantiere, spessore del massetto... vediamo nello specifico:

L'organizzazione

 L'organizzazione e la professionalità di chi realizza queste opere e fa solo questo di mestiere ha già di per sé una componente di una buona flessione del prezzo rispetto ad un'impresa edile generica anche la struttura più o meno snella dell'azienda può fare la differenza.

Il subappalto

Il subappalto dei lavori da un'azienda edile a specialisti del settore toglie alcuni impegni e qualche volta grattacapi al committente ma anche questo ha un costo spesso notevole.

Il costo della materia prima

Questa componente è molto spesso uno dei primi fattori che incidono sul prezzo finale dell'opera.
Tra le diverse marche di massetti autolivellanti la maggior parte di questi si equivalgono. Gli autolivellanti quanto più idonei a basso spessore tanto più sono costosi non per questo migliori, fatti di diversa composizione sono stati ideati per esigenze diverse:

- Massetto autolivellante
- spessore massetto da 2,5\3 cm e da 3 cm sopra il tubo dell'impianto, conducibilità termica elevata.

- Massetto autolivellante a basso spessore
spessore massetto da 1 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.

- Massetto autolivellante a bassissimo spessore
spessore massetto 0,5 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.

- Autolivellanti
adatti solo per rasature o livellamenti di poco spessore.

Il potere di acquisto della materia prima

Questo è naturalmente un fattore che incide sul prezzo finale, chi realizza tutti i giorni massetti consuma molto materiale ha quindi un prezzo migliore di acquisto. Bisogna valutare anche gli intermediari in alcuni casi questi prodotti passano solo ed esclusivamente attraverso il magazzino edile es: prodotti Leca, Mapei, Kerakoll...

I trasporti 

Sono una componente che va inserita nel costo finale essi vanno ammortizzati per l'intervento e incidono naturalmente di più su cantieri di piccola entità. Per i materiali sfusi in silo va considerata anche la distanza dalla zona di partenza di produzione di ogni marca, le più blasonate come Knauf e Fassa Bortolo hanno un raggio d'azione ampio altre limitato intorno ad essa, tutte servono sul territorio nazionale con materiale sfuso in sacchetti su bancali, trasportati su motrici con gru o telonati, questi hanno un costo maggiore di acquisto e di lavorazione.

La posizione del cantiere 

La posizione del cantiere è un aspetto di non poca importanza per la valutazione del costo finale del nostro massetto, il minor prezzo è anche determinato dalla posizione del cantiere, più semplice se si trova in una zona dove sono accessibili mezzi d'opera, diversamente invece va valutata la realizzazione fatta con materiali forniti in sacchi su pallet, i prodotti sfusi in silo, sono meno cari ovviamente in quanto semplificano la lavorazione ed escludono i costi d'imballaggio. Realizzabili in zone variabili più o meno distanti dalla centrale di produzione di ogni singolo produttore per i piccoli lavori sotto gli 80\90 mq conviene realizzare il massetto con prodotti sfusi in sacchi. Realizzare il massetto in cantieri facilmente accessibili, pianeggianti fuori dal centro, ai piani non oltre il secondo è naturalmente più semplice e meno laborioso che in un centro storico o magari al settimo piano.

Lo spessore del massetto 

Questa è un'altra componente di maggiorazione del costo finito dell'opera l'incidenza in eccesso allo spessore minimo sufficiente (consigliato) è quasi solo del materiale, viene fatta eccezione per casi in cui lo spessore è molto alto e si lavora con materiale in sacco, in queste situazioni aumenta anche se di poco l'incidenza della posa. Lo spessore del massetto su riscaldamento a pavimento si calcola dalla base del pannello con bugne o senza. Es: 3 centimetri sopra il tubo del riscaldamento è un massetto spessore medio cm 5.
(con tubo da 17 mm appoggiato sul pannello avente 3 mm di rialzo).
Metri quadrati da realizzare
L' entità del lavoro è un'altra delle principali componenti che determinano il costo al mq di un massetto autolivellante nel quale vanno ammortizzati i costi dei trasporti e dell'intervento.
Tutti questi motivi limitano la possibilità di realizzare un listino prezzo standard.

 

Listino prezzi di sola posa massetti autolivellanti

Posatori specializzati nella posa di massetti autolivellanti  con e senza fornitura materiali sfusi in silo e in sacchi

  N.B. i seguenti prezzi sono sempre da confermare tramite preventivo.


IN SACCHI
(in cantieri facilmente accessibili)

listino con movimentazione sacchi a vostro carico

p1) ​​ POSA SU PANNELLI RADIANTI

Da mq 001 a 100             € 600,00
Da mq 101 a 150            € 700,00
Da mq 151 a 200            € 800,00
Da mq 201 a 250            € 900,00
Oltre mq 250                 € 3,50/mq
Per lavorazioni oltre 1000 mq da concordare


listino con movimentazione sacchi a nostro carico
p2) POSA SU PANNELLI RADIANTI 
Da mq 001 a 100             € 1000,00
Da mq 101 a 150            € 1100,00
Da mq 151 a 200            € 1200,00
Da mq 201 a 250            € 1300,00
Oltre mq 250                 € 5,00/mq
Per lavorazioni oltre 1000 mq da concordare



IN SILO
(in cantieri facilmente accessibili)

p3) ​​ POSA SU PANNELLI RADIANTI

Da mq 001 a 100            € 400,00
Da mq 101 a 150            € 500,00
Da mq 151 a 200            € 600,00
Da mq 201 a 250            € 700,00
​​Oltre mq 250            € 2,50 al mq
Per lavorazioni oltre 1000 mq da concordare



​​ONERI A VOSTRO CARICO
Assistenza in cantiere, Eventuale posa rete, fornitura acqua, energia elettrica 380 volt 15 kw *con generatore 380 volt 30 kw, suolo per posizionamento, piani dove operare sgombri e sufficientemente puliti, smaltimento residui, chiusure aperture, e/o di buchi che possono evitare il contenimento dello stesso.

IN PRESENZA DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO:
Fissaggio e chiusura perimetrale del pannello radiante contro il galleggiamento (a carico dell'idraulico, tramite posa striscia perimetrale con nylon sovrapposto e fissato al pannello con pannelli senza bugne i tubi fissati con graffette ogni 30 max 40 cm).​ I pannelli forati devono essere ancorati e 24\48 h prima della loro posa il sottofondo deve essere opportunamente primerizzato in 2 mani per evitare il rapido asciugamento del massetto.

*Eventuale nostra fornitura generatore di energia elettrica 380 volt 30 kw  €150,00 al gg compreso trasporto e consumo carburante,  sono da valutare a parte le spese di trasferta.

 

Massetto autolivellante in solfato di calcio anidrite o cemento

Il Massetto Autolivellante si differenzia oltre che per caratteristiche tecniche per composizione, massetto cementizio o in solfato di calcio, molto più stabili e prestazionali. Facciamo subito una precisazione tutti i massetti autolivellanti anche quelli chiamati cementizi contengono solfato di calcio solo con contenuti in percentuali diverse in questi sono compresi i massetti tradizionali premiscelati in sacchi che promettono un'alta conducibilità termica, ma vediamo come si comportano: cemento e massetto non vanno tanto d'accordo, da centinaia di anni la quantità di cemento introdotta in un massetto tradizionale è davvero minima circa 250 kg al metro cubo, superare queste quantità ne compromette la stabilità con l'aumento delle probabilità che si verifichino cretti diffusi dovuti alle tensioni, al ritiro dell'acqua in fase di presa e di asciugamento del prodotto in presenza di impianti contenenti il riscaldamento a pavimento in più si aggiungono le ovvie dilatazioni termiche su questi impianti (per la maggior parte dei massetti e di più per quelli tradizionali) è necessario per limitare questo fenomeno oltre ad inserire nel massetto una rete di rinforzo realizzare giunti di dilatazione ogni 20 metri quadrati progettati in punti strategici (porte, spigoli, restringimenti...) per evitare queste cavillature. I massetti autolivellanti a base di solfato di calcio sono più stabili dimensionalmente soffrono pochissimo il ritiro quindi meno cretti, minore rialzo negli angoli, pochissimi giunti di dilatazione su impianti di riscaldamento a pavimento e si possono posare senza la rete di rinforzo. La prima differenza sostanziale quindi tra un massetto autolivellante in solfato di calcio e uno cementizio possiamo quindi dire che è il ritiro, altra differenza sostanziale è la resistenza a compressione più alta per i massetti in solfato di calcio, il motivo è sempre lo stesso quelli cementizi hanno una minore resistenza a compressione perché la quantità di legante (il cemento) non può essere elevato infatti per raggiungere caratteristiche elevate di tenuta meccanica vengono inseriti diversi additivi chimici infine il cemento è un materiale molto freddo e poco conducibile non si sposa con il riscaldamento a pavimento, questo fa capire perché il mercato va sempre di più in una direzione, "il solfato di calcio" tutti i grandi marchi si stanno adeguando e ulteriori cambiamenti sono previsti per il prossimo futuro.

Approfondimento sul massetto autolivellante in solfato di calcio

La composizione del massetto fluido autolivellante knauf come descritto nella scheda di sicurezza scaricabile dal sito di knauf dice: Sostanze/Miscele: Carbonato di calcio C - 65% Solfato di Calcio C <35%, nel prodotto sono aggiunti componenti e additivi in percentuale inferiore all'1%. La percentuale di cemento contenuta in questi massetti è estremamente bassa (nell’ ordine dell’1%) ed il cemento non assolve tanto alla funzione di legante, quanto a quella di stabilizzatore, regolatore del pH ed attivatore dell’anidrite naturale. Per chi ha nozioni tecniche sul sistema solfati di calcio, basti dire che nessun altro massetto autolivellante presente sul mercato italiano mostra una percentuale più alta di acqua di ricristallizzazione a 24 ore dei massetti Knauf, laddove tale dato dà la misura esatta della quantità di legante solfatico che ha reagito. La miscela di leganti utilizzata nei massetti fluidi Knauf è costituita per il 95% da varie fasi del solfato di calcio: in particolare anidrite naturale, termoanidrite ed emidrato alfa. Knauf è il principale produttore europeo di tutti e tre questi materiali, tanto che l’organizzazione antitrust tedesca ha costretto l’azienda a fornire anidrite naturale e compound leganti anche ai concorrenti che ne fanno richiesta.
Esiste poi un secondo produttore industriale di anidrite termica ed emidrato alfa e qualche piccolo produttore di anidrite naturale concentrato in una area ben specifica e prossima all’esaurimento.
Tutti gli altri produttori di massetti autolivellanti italiani, acquistano un compound legante da piccoli medi produttori tedeschi, che spesso contiene quota parte di materie prime Knauf oltre che rilevanti percentuali di anidrite sintetica del colosso Bayer. Un produttore, di cui non si vuole fare il nome, utilizza addirittura un eccellente compound legante Knauf, triangolato in Italia attraverso la sua casa madre estera. Tutti dichiarano che il loro massetto autolivellante è cementizio omettendo il contenuto di queste sostanze e\o spesso anche in assoluta buona fede che il loro legante sia composto da sola anidrite naturale. Purtroppo questo non è tecnicamente possibile in quanto l’anidrite naturale, materiale estremamente poco reattivo, ancorché attivato da cemento o altre sostanze non è in grado di fornire adeguate resistenze meccaniche, a meno che non venga utilizzata in percentuali elevatissime cosa che nessun produttore italiano può permettersi dati i costi di importazione di questa materia prima. A nostra conoscenza solo l’ FE 50 ed fe80 tedeschi prodotti da Knauf in alcune regioni della Germania sono costituiti da sola anidrite naturale, ma sono anche costituiti solo di anidrite naturale che fa da legante e da inerte, tutta la restante produzione tedesca utilizza compound leganti di diversa composizione che permettono di ottenere un prodotto indistinguibile da questo ma con percentuali di legante nettamente inferiori, esattamente la strada seguita dai produttori italiani. In Italia, ci sono poi molti produttori che hanno messo a punto ricette miste e che alcuni chiamano autolivellanti cosiddetti cementizi appunto, in cui il cemento è presente in proporzione pari o superiore rispetto all’anidrite, tali massetti presentano effettivamente alcuni inconvenienti da ritiro ed altri, come l’effetto “scodella” ai bordi, la necessità di giunti di ritiro ravvicinati e di rete di armatura sopra il sistema di riscaldamento a pavimento
(necessità spesso taciuta ai clienti per timore della concorrenza dei prodotti solfatici).
Questi guarda caso stanno avvicinando le loro ricette sempre di più a quella di knauf.