MASSETTI AUTOLIVELLANTI TRADIZIONALI E ALLEGGERITI
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- PREZZI DI FORNITURA E POSA MASSETTO
- IL MASSETTO AUTOLIVELLANTE
- I MIGLIORI MASSETTI AUTOLIVELLANTI

vedi anche

sottofondo alleggerito

massetto per riscaldamento a pavimento

COSTO MASSETTO AL METRO QUADRO

Costo massetto autolivellante e tradizionale

Il costo del massetto tradizionale premiscelato è compreso in media tra 11,00€ e 18,00€ al mq
Il massetto tradizionale in sabbia e cemento ha dei costi compresi tra 10,00€ e 16,00€ al mq
Il costo del massetto autolivellante è compreso in una media tra 10,00 € e 24,00 € al mq 

Il prezzo di fornitura e posa va da un minimo di 10,00€ al mq per uno spessore di 3 cm e da 14,00€ al mq per uno spessore medio di cm5


Prezzi di solo posa

Il costo medio della posa di un massetto tradizionale è compreso tra 6,00€ al mq e 12,00€ al mq
Il costo medio della posa di un massetto autolivellante è compreso tra 2,50€ al mq e 7,00€ al mq

Questi prezzi possono subire impennate in funzione ai metri quadri da realizzare, dello spessore e della posizione del cantiere per ricevere il prezzo riferito alla tua situazione specifica, componi il tuo preventivo oppure contattaci.
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IL MASSETTO AUTOLIVELLANTE

Il massetto autolivellante è un prodotto di consistenza liquida formato da una miscela di inerti selezionati che vanno da 1 mm fino a 4\6 millimetri, fluidificanti, additivi stabilizzanti e leganti in cemento e solfato di calcio ma come e dove può essere applicato?
 Il massetto autolivellante è applicabile in strato sottile o ad alti spessori, idoneo per la formazione di una superficie perfetta adatta alla successiva posa dei pavimenti in gres, legno. linoleum, resine.., le sue proprietà lo rendono adatto ad ogni situazione interna ottenendo da un minimo sforzo le massime prestazioni in opera, si realizza in tempi estremamente veloci attraverso una fase preparatoria minima si semplificano e velocizzano tutte le operazioni di cantiere anche in appartamenti in centro riservando (ove possibile) un suolo molto ristretto per il posizionamento di un silo (circa 2,40 x 2,40 m) o con camion già dotati di tutto, senza creare polveri per la miscelazione, senza residui, sacchi da smaltire. Ideale anche per gli impianti radianti, la sua consistenza liquida infatti avvolge perfettamente il tubo concedendo un rendimento ottimale per l'efficientamento energetico anche grazie ad applicazioni a spessori ridotti.

MASSETTO AUTOLIVELLANTE Consistenza liquida
MASSETTO TRADIZIONALE Consistenza semi umida

Differenze tra massetto autolivellante e tradizionale

La differenza sostanziale tra un massetto autolivellante e un massetto tradizionale è la consistenza, un massetto autolivellante con la sua fluidità consente di ritrarre i seguenti vantaggi:


1
Migliore planarità

2
Migliore resistenza e certezza del risultato

3
Facilità di applicazione

4
Asciugamento veloce

5
Basso spessore

6
Maggiore sicurezza

- La superficie livellata semplifica e velocizza le operazioni di posa dei rivestimenti con un minor consumo di colla.
- La fluidità assicura la compattezza e il risultato finale
- La velocità di esecuzione evita che la reazione dei componenti leganti in fase d'opera diminuisca le caratteristiche tecniche dei prodotti.
- Su impianto radiante se si rispetta la norma UNI EN 1264 per il ciclo termico, i massetti autolivellanti con solfato di calcio sono quelli che ci permettono di posare prima i rivestimenti.
- Applicabile anche in spessori ridotti a partire da 1 cm in ancoraggio.
- Su impianti radianti da un minimo di 0,5 cm sopra il tubo.
- La distribuzione del massetto autolivellante avviene in totale sicurezza mediante pompaggio a vite polmone a bassissima pressione fino ad una distanza di oltre 100 metri e a più i 20 metri di altezza.

...e poi:

- Calpestabile dopo poche ore
- Pulizia in cantiere
- Miscelazione perfetta
- Ritiro controllato con basse probabilità di crepe
- Assenza di camere d'aria e irradiamento uniforme
- Costo medio\basso, in molte situazioni anche su impianti radianti il costo è minore di un massetto premiscelato di tipo tradizionale.

Come si posa

La preparazione del piano di posa per il getto del massetto autolivellante prevede la messa a quota dei cosiddetti piedini o misuratori di livello con livelle digitali o a fluido, viene steso e livellato con apposite stadie tubolari, la lavorazione non è molto difficile basta attenersi a poche regole importanti, la miscelazione deve avvenire aggiungendo solo la giusta quantità di acqua, va programmata in modo tale che il massetto sia steso e staggiato entro il tempo di apertura del prodotto. Le grandi superfici devono essere realizzate con macchine specifiche, la pompa miscelatrice del silo ha una portata di ca. 100 litri/minuto, quindi è in grado di miscelare e pompare in 1 ora 8-10 tonnellate di materiale, corrispondenti ad una superficie di 100-120 metri quadrati l'ora, dove non è possibile posizionare un silo si deve realizzare il getto con prodotto sfuso in sacchi utilizzando impianti di miscelazione a vite polmone professionali con una portata di getto non minore di 50\60 litri al minuto. La realizzazione di questi massetti con impianti di piccola portata o con trapano miscelatore può causare non pochi problemi, es.: prodotti miscelati male, reazione durante la lavorazione...

Calpestabilità e lavorazione

Il massetto autolivellante è già calpestabile il giorno successivo alla posa, durante la fase di lavorazione e di essiccazione nelle prime 24\48 ore, come tutti i massetti va protetto da temperature estreme, dal gelo e da una asciugatura troppo rapida (sole battente diretto, vento, pioggia), successivamente è consigliato areare i locali per favorire la fuoriuscita dell'umidità presente nell'ambiente, la ventilazione aiuta anche l'asciugamento del massetto. La chiusura delle aperture, porte e finestre, dove non sono ancora state installate, viene solitamente fatta con fogli di nylon fissati sui telai removibili di legno o direttamente sui telai delle porte e delle finestre per garantire un funzionamento regolare della pompa di miscelazione dell'impianto o di una macchina adeguata per questo tipo di lavorazione va predisposto un allacciamento elettrico 380v 15kW in assenza di questa si può provvedere con un generatore adeguato fornito anche dagli applicatori infine è necessaria un'alimentazione di acqua pulita di minimo 1500/2000 litri l'ora.

Spessore minimo

Lo spessore minimo applicabile di un massetto autolivellante è di 2 centimetri in ancoraggio e 3 centimetri per il massetto flottante, autolivellanti che mancano di granulometria sono adatti solo per rasature o livellamenti che vanno da 0 fino a 2 centimetri.

Per gli spessori minimi del massetto in presenza di impianti radianti ne parliamo più specificatamente in un altro articolo vedi Il Massetto Radiante

La prova di espansione

La giusta consistenza di un massetto autolivellante si controlla con la prova di espansione ed è fondamentale per la perfetta riuscita del manufatto, serve a limitare lo spolvero superficiale (effetto building) che causa nei massetti autolivellanti la venuta in superficie della parte più fine del prodotto, il fenomeno può essere più o meno grave in rapporto alla maggiore quantità di acqua aggiunta difatti un massetto autolivellante dosato con la giusta quantità di acqua non presenta questo problema e rientra nei parametri imposti dalla normativa, dosare la giusta quantità di acqua nell'impasto vuol dire anche limitare il ritiro e le probabilità che si verifichino cretti, ottimizzando oltremodo l'asciugamento. I prodotti più ricchi sopportano questo effetto in una forbice più ampia. La ricchezza della parte legante non è sempre una caratteristica tecnica positiva per i massetti cementizi é un'arma a doppio taglio, se da una parte migliora alcuni aspetti tecnici dall'altra un massetto cementizio troppo ricco porterebbe ad una maggiore probabilità di cretti dopo il ritiro completo dell'acqua dai materiali. I massetti autolivellanti più equilibrati sono quelli in solfato di calcio, più avanti vedremo le caratteristiche principali che li portano in cima alla lista dei migliori massetti autolivellanti.

Massetto ancorato

Il massetto ancorato viene realizzato in spessori minimi dove non ci sono le condizioni e gli spessori adatti a realizzare un massetto galleggiante. Il fondo sul quale verrà posato il massetto deve avere caratteristiche meccaniche adeguate, deve essere privo di polveri, efflorescenze, oli, grassi, e deve essere trattato con un primer per evitare il rapido asciugamento, diversamente l''ancoraggio di un massetto di tipo terra umida (tradizionale) invece prevede una boiacca cementizia di aderenza spesso preferita a un lattice specifico. Il massetto ancorato viene eseguito anche in presenza di impianti radianti a basso spessore con pannelli forati o a bugne cave, sempre installati su fondi non assorbenti o opportunamente trattati.

Massetto galleggiante

Il massetto desolidarizzato o galleggiante viene steso in uno spessore minimo di 3 cm per l'autolivellante, 4cm se il massetto è di tipo tradizionale per previene tensioni dovute a movimenti dello stabile ed eventuali rotture, cretti nel pavimento o addirittura nei casi più gravi il sollevamento il massetto deve essere staccato dal fondo e dalle pareti applicando su di esse strisce comprimibili perimetrali per almeno tutto lo spessore del massetto, si procede con l'applicazione sul fondo di fogli di polietilene (nylon), su barriera vapore o su lastre di polistirene. Operando con materassini termo-acustici occorre valutare attentamente lo spessore del massetto in modo da evitare rotture o effetti di molleggiamento che peggiorerebbero l'isolamento acustico, ogni materassino richiede un peso specifico per il suo funzionamento ottimale a dipendenza degli spessori e della tipologia di prodotto si deve considerare un'opportuno uso della rete di armamento avendo cura di rispettare un ricoprimento minimo di almeno 15 mm, gli impianti tecnici devono essere preventivamente ricoperti per evitare danneggiamenti (movimenti, fenomeni corrosivi etc...), regolarizzando la quota fino allo spessore che serve per realizzare il successivo massetto galleggiante, questa operazione viene preferibilmente eseguita con miscele di conglomerati leggeri e isolanti vedi il cemento cellulare

La posa sui pannelli radianti

Tutti i pannelli radianti (posati correttamente) sono idonei a ricevere qualsiasi massetto autolivellante senza compromettere il galleggiamento dell'impianto o infiltrazioni, normalmente la maggior parte degli installatori sa bene cosa va fatto, spesso però si trovano impiantisti che per comodità o fretta trascurano alcuni particolari, poco influenti se è prevista la posa di un massetto tradizionale ma se si realizza un massetto autolivellante in condizioni non proprio ottimali possono causare disagi più o meno gravi in fase di applicazione, nei casi più trascurati si può arrivare anche al galleggiamento dell'impianto. La cattiva preparazione è perfettamente visibile prima del getto e l'operatore può e deve intimare la sistemazione, vediamo quali sono le parti soggette al galleggiamento:

I pannelli radianti
I pannelli devono essere accostati, senza buchi o aperture che possono far defluire il materiale

I Tubi dell'impianto
anche i tubi del riscaldamento sono soggetti al galleggiamento se non fissati correttamente in assenza di pannelli con bugne (sui pannelli lisci) i tubi vanno fissati non oltre i 50 cm di distanza.

La rete
L'eventuale rete in fibre o metallica va fissata al pannello e\o ai tubi non oltre i 50\70 cm, Il fissaggio deve essere ancora più fitto quando è previsto un getto con un massetto autolivellante a basso spessore questi richiedono una preparazione meticolosa.

La fascia di dilatazione perimetrale
La bandina di dilatazione comprimibile perimetrale deve essere stesa a regola d'arte indipendentemente dal massetto usato ed è sempre a carico di chi li realizza l'impianto, il film di nylon orizzontale che sta attaccato a questa fascia serve a chiudere il vuoto tra il muro e il taglio non preciso del pannello questo va risvoltato sul pannello e fissato per fare questo spesso in presenza dei pannelli bugnati si usa lo stesso tubo del riscaldamento, dove ci sono i pannelli lisci invece la striscia perimetrale viene nastrata o ancorata. Eventuali aperture di sbalzi, scale, assenze di soglie... vanno chiuse con un assi di legno a sostegno della striscia comprimibile la quale deve essere continua per tutto il perimetro anche dietro la centralina dell'impianto. In presenza di striscia comprimibile perimetrale senza il foglio che copre il pannello del riscaldamento occorre riempire lo spazio tra il muro e il pannello per fare questo è consigliato chiudere con bombolette di poliuretano espanso evitando che lo stesso affiori sopra il piano del massetto, si può anche ovviare con altri materiali tipo malta preconfezionata o semplicemente con sabbia e cemento, in questi casi bisogna però farlo 1 o al massimo 2 giorni prima per evitare che il cemento troppo secco assorba velocemente il massetto.

La barriera vapore

La barriera vapore è uno strato separatore necessario nei solai umidi o a contatto con il terreno che impedisce all'umidità sottostante di risalire e di contaminare il massetto nei casi più gravi questo può portare al distaccamento dei rivestimenti (maggiormente quelli lignei), ostacola la formazione di efflorescenze nelle fughe dei pavimenti e contrasta la formazione di muffe. Molto spesso viene richiesta sotto il massetto una barriera vapore intesa come fogli di nylon, ci meravigliamo quando questi sono operatori del settore. I fogli di nylon sono soggetti a degrado e sono permeabili al vapore anche oltre il 10\20% quindi non utilizzabili come una totale barriera al vapore, questi si usano comunemente per strato separatore non assorbente adatto a realizzare massetti desolidarizzati e\o massetti autolivellanti.

I giunti di dilatazione

I giunti di frazionamento o strutturali devono essere sempre riportati nel pavimento, i massetti autolivellanti cementizi vengono realizzati con rompi tratti a tutte le porte questi diventeranno veri e propri giunti da riportare nel pavimento. I massetti autolivellanti in solfato di calcio a basso ritiro Knauf e Ferri anche in presenza di riscaldamento a pavimento limitano molto la presenza di questi tagli.

Il primer

(Primer: promotore di adesione e limitatore di assorbimento)
I massetti autolivellanti hanno un'assorbenza elevata in fase di posa dei rivestimenti asciugano velocemente i collanti, stendere un primer per limitare l'assorbimento è una ulteriore accortezza. Il rivestimento in legno invece ha una maggiore trazione e sollecita maggiormente lo strappo, stendere sulla superficie del massetto un primer di tipo poliuretanico è una pratica poco diffusa ma consigliata.
La fornitura dei primer è di solito compresa nel costo del massetto, la sua stesura viene fatta con un rullo da pittore in tempi brevissimi.

La posa dei rivestimenti

I tempi di asciugamento dei massetti autolivellanti in assenza di radiante sono in media di un centimetro a settimana, essi dipendono dall'areazione più o meno intensa dei locali e dalle temperature esterne, la posa dei rivestimenti deve avvenire a massetto asciutto per la posa dei materiali in legno l'umidità residua deve essere sotto il 0,2%, verificata con igrometro a carburo. Dopo la realizzazione bisogna fare attenzione a non versare grosse quantità di acqua si potrebbero compromettere ed aumentare i tempi di asciugamento in presenza di impianto radiante non si può mai fare a meno della fase di riscaldamento preliminare con qualsiasi tipologia di massetto per ulteriori informazioni vedi il massetto radiante.

Cemento e autolivellante

Cemento e autolivellante come e quali sono i massetti con maggiori percentuali di cemento: Il massetto autolivellante si differenzia oltre che per caratteristiche tecniche per composizione, massetto in solfato di calcio anidrite o cemento (da non confondere con il sottofondo alleggerito cemento cellulare autolivellante), tutti i massetti autolivellanti e quelli presenti sul mercato Italiano adeguati al riscaldamento a pavimento secondo la norma uni en 1264 sono prodotti con leganti misti anche quelli chiamati cementizi contengono oltre al cemento il solfato di calcio o anidrite solo in percentuali diverse in questi sono compresi anche i massetti premiscelati in sacchi di tipo tradizionale che promettono un'alta conducibilità, ulteriori approfondimenti su cosa sono e quale scegliere vedi il massetto in anidrite o cementizio.

Posizionamento silo o autostazioni mobili

Il Massetto autolivellante chiamato anche caldana autolivellante viene prodotto e fornito per la grande distribuzione sfuso in motrici o bilici per lavorazioni con stazioni mobili o in silo già dotati di macchine impastatrici automatiche, viene confezionato e fornito in sacchi per piccole lavorazioni o in cantieri dove non si accede con questi mezzi per le lavorazioni in centro viene spesso ricercata la fornitura con camion completi di macchina per il pompaggio e materiale incorporato, soluzione considerata più comoda in realtà la differenza di praticità tra il posizionamento del silo e un mezzo su ruote non è proprio completamente a favore di quest'ultimo, le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico e per la sicurezza sono identiche, l'area di cantiere è a favore del silo che occupa solo un area di 2,40x2,40 mt le autostazioni mobili hanno bisogno di un area minima equivalente a mt 11,00 x 2,40 entrambe sono removibili a fine lavoro. Le stazioni mobili arrivano in cantiere già complete di materiale, fate attenzione perché qualcuno potrebbe fare il furbetto per limitare il dubbio chiedete sempre la bolla del fornitore per verificare la congruità del prodotto richiesto.

I MIGLIORI MASSETTI AUTOLIVELLANTI


Massetti autolivellanti

I massetti autolivellanti nascono dall'esigenza di ricoprire gli impianti di riscaldamento a pavimento nei paesi nordici già negli anni 60, paesi che hanno sviluppato queste produzioni molti anni prima di noi per le naturali differenze climatiche, nascono per ottimizzare il risparmio energetico ed eliminare tutti i problemi che i massetti tradizionali hanno dato e continuano a dare su questi impianti, miscelazione dei componenti, errori di applicazione, ritiro... Nel nostro paese il cambiamento delle normative per un miglioramento dell'efficienza energetica nel 2001 ha portato i maggiori produttori negli ultimi 20 anni a investire sempre più risorse sulla ricerca e lo sviluppo per il perfezionamento del massetto autolivellante con notevoli risultati di miglioramenti e vantaggi rispetto alla sua storia passata tanto che il mercato Italiano del massetto autolivellante si sta allargando anche in assenza di questi impianti, ragionevolmente le imprese con il tempo hanno cominciato a fare i conti con la velocità di realizzazione e di semplificazione dei cantieri, riducendo oltre ai tempi, il costo, pareggiando e in molti casi migliorando la forbice di prezzo che distanziava un massetto autolivellante da un massetto tradizionale, trovare manodopera per la realizzazione di un massetto tradizionale è sempre più difficile ed ancor di più per quella specializzata e aggiornata per le nuove norme di sicurezza nei cantieri, i massetti autolivellanti di nuova generazione nascono per sostituire o meglio affiancarsi ai tradizionali e colmare anche queste mancanze.​ Negli ultimi anni si sta assistendo a un notevole incremento di richieste specifiche per i massetti autolivellanti tanto è vero che tutte le aziende produttrici di materiali per l'edilizia stanno ampliando i cataloghi di prodotti autolivellanti, orientarsi nella scelta su quale massetto autolivellante è adatto per la nostre esigenze non è tanto semplice se non si ha almeno un minimo di conoscenza tecnica infatti le diverse tipologie di applicazioni (massetti su impianti di riscaldamento a pavimento, massetti radianti a basso spessore, livellamenti del piano, massetti in genere...) possono richiedere autolivellanti di diversa composizione, viaggiando poi qua e là su siti o portali si trovano informazioni sul massetto autolivellante imprecise che confondono ancora di più le idee, informazioni prese e messe insieme senza nozioni di base che non hanno niente a che vedere con i massetti o nello specifico con i massetti autolivellanti e da incompetenti danno consigli errati, viene paventato ad esempio il problema dell'effetto bleeding, dato per scontato ma come vedremo più avanti questo non esiste se il massetto viene applicato correttamente inoltre i migliori massetti autolivellanti non necessitano di nessuna carteggiatura, questi consigliano solo massetti premiscelati tradizionali di aziende che chissà come mai hanno nel loro listino anche prodotti autolivellanti, molto probabilmente li screditano per non avere una mancata opportunità lavorativa in molti di questi portali puoi inserire i tuoi dati e ricevere più preventivi, siti che fanno solo da intermediari guadagnando sulle vostre richieste, costi che poi ricadono sul preventivo finale, spesso le imprese iscritte a questi portali sono disperati in cerca di lavoro che magari non sono neanche specializzati in quel settore. I nostri preventivi per i massetti di fornitura e posa sono privi di questi costi e ancora più ottimizzati per i prodotti che non passano solo dal magazzino edile.

Come viene calcolato il costo del massetto

Vediamo come si compone il costo del massetto e perché non può essere compresso in un solo listino:
Dobbiamo innanzitutto fare una distinzione per tipologia di prodotto tra massetto tradizionale in sabbia e cemento, massetto tradizionale preconfezionato e massetto autolivellante poi dobbiamo mettere in conto anche se il massetto viene fornito da un magazzino edile intermediario o se passa dalla grande distribuzione infine dobbiamo accorpare il costo della posa al costo della materia prima. Massetti da realizzare in aree non facilmente accessibili, spessori elevati, costi di trasporto, piccoli lavori possono creare impennate di prezzo anche superiori a 30,00€ al mq.
Nella fase in cui far realizzare un massetto a volte succede che ci si ritrovi in mano con più preventivi magari con una disparità notevole di prezzo e ci si chiede come mai questo sia possibile, spesso dando a pensare che il prezzo minore sia un lavoro fatto con prodotti o lavorazioni di minore qualità oppure quello dal prezzo più alto ci sta provando, tutto è possibile ma dobbiamo tenere conto che il prezzo viene determinato oltre che dalla struttura dell'azienda dai seguenti diversi fattori: organizzazione, costo del prodotto, potere di acquisto, logistica, grandezza del cantiere, difficoltà di accesso al cantiere, spessore del massetto... vediamo nello specifico:

L'organizzazione
L'organizzazione e la professionalità di chi realizza queste opere e fa solo questo di mestiere ha già di per sé una componente di una buona flessione del prezzo rispetto ad un'impresa edile generica anche la struttura più o meno snella dell'azienda può fare la differenza.

Il subappalto
Il subappalto dei lavori da un'azienda edile a specialisti del settore toglie alcuni impegni e qualche volta grattacapi al committente ma anche questo ha un costo spesso notevole.

Il costo della materia prima
Questa componente è molto spesso uno dei primi fattori che incidono sul prezzo finale dell'opera. Tra le diverse marche di massetti tradizionali e autolivellanti la maggior parte di questi si equivalgono, i massetti a basso spessore sono più costosi.
Il potere di acquisto della materia prima
Questo è naturalmente un fattore che incide sul prezzo finale, chi realizza tutti i giorni massetti consuma molto materiale ha quindi un prezzo migliore di acquisto. Bisogna valutare anche gli intermediari in alcuni casi questi prodotti passano solo ed esclusivamente attraverso il magazzino edile es: prodotti Leca, Mapei, Kerakoll...

I trasporti
Sono una componente che va inserita nel costo finale essi vanno ammortizzati per l'intervento e incidono naturalmente di più su cantieri di piccola entità. Per i materiali sfusi in silo va considerata anche la distanza dalla zona di partenza di produzione di ogni marca, le più blasonate come Knauf e Fassa Bortolo hanno un raggio d'azione ampio altre limitato intorno ad essa, tutte servono sul territorio nazionale con materiale sfuso in sacchetti su bancali, trasportati su motrici con gru o telonati, questi hanno un costo maggiore di acquisto e di lavorazione.

La posizione del cantiere
La posizione del cantiere è un aspetto di non poca importanza per la valutazione del costo finale del nostro massetto, il minor prezzo é anche determinato dalla posizione del cantiere, più semplice se si trova in una zona dove sono accessibili mezzi d'opera, Realizzare il massetto in cantieri facilmente accessibili, pianeggianti fuori dal centro, ai piani non oltre il secondo è naturalmente più semplice e meno laborioso che in un centro storico o magari al settimo piano, diversamente invece va valutata la realizzazione fatta con materiali forniti in sacchi su pallet, i prodotti sfusi in silo semplificano la lavorazione ed escludono i costi d'imballaggio. Sono realizzabili in zone variabili più o meno distanti dalla centrale di produzione di ogni singolo produttore per i piccoli interventi sotto gli 80\90 mq conviene realizzare il massetto con prodotti sfusi in sacchi.

Lo spessore del massetto
Questa è un'altra componente di maggiorazione del costo finito dell'opera l'incidenza in eccesso allo spessore minimo sufficiente (consigliato) è quasi solo del materiale, viene fatta eccezione per casi in cui lo spessore è molto alto e si lavora con materiale in sacco, in queste situazioni aumenta anche se di poco l'incidenza della posa. Lo spessore del massetto su riscaldamento a pavimento si calcola dalla base del pannello con bugne o senza. Es: 3 centimetri sopra il tubo del riscaldamento è un massetto spessore medio cm 5.(con tubo da 17 mm appoggiato sul pannello avente 3 mm di rialzo).

Metri quadrati da realizzare
L' entità del lavoro è un'altra delle principali componenti che determinano il costo al mq di un massetto nel quale vanno ammortizzati i costi dei trasporti e dell'intervento.
Tutti questi motivi limitano la possibilità di realizzare un listino prezzo standard.

 

LE NOSTRE ZONE OPERATIVE PER I MASSETTI AUTOLIVELLANTI

Per le zone dove non si arriva con mezzo d'opera o per piccoli cantieri operiamo solo in Toscana

ZONE OPERATIVE MASSETTI AUTOLIVELLANTI IN SILO