I MIGLIORI MASSETTI PER RISCALDAMENTO A PAVIMENTO
Consulenza-Fornitura-Posa in opera

IL MASSETTO AUTOLIVELLANTE

MASSETTO AUTOLIVELLANTE


in questo articolo:

- IL MASSETTO AUTOLIVELLANTE
- DIFFERENZE, VANTAGGI E PREZZI
- I MIGLIORI MASSETTI AUTOLIVELLANTI

Qui trovi tutte le informazioni sul massetto autolivellante a base solfato di calcio anidrite o cementizio, le differenze, quale scegliere, dove si può applicare, condizioni di lavorazione e come evitare i problemi. Tutti i prezzi e le componenti che compongono il costo finito del massetto al metro quadro.

Se sei interessato al massetto per riscaldamento a pavimento
"Il Massetto Radiante"

Se sei interessato al cemento autolivellante alleggerito
Il Cemento cellulare

 

Quanto costa un massetto al mq?

(Prezzi di fornitura e posa)

Costo massetto autolivellante

Il costo del massetto autolivellante è compreso in una media tra 10,00 € e 24,00 € al mq sia a base cementizia che in solfato di calcio o anidrite e varia in funzione dei metri quadri da realizzare, dello spessore e della facilità dell'intervento.
Il prezzo di fornitura e posa va da un minimo di 10,00€ al mq per uno spessore di 3 cm e da 14,00€ al mq per uno spessore medio di cm5.

Costo massetto tradizionale

Il costo del massetto tradizionale premiscelato è compreso in media tra 12,00€ e 18,00€ al mq
Il massetto tradizionale in sabbia e cemento ha dei costi compresi tra 10,00€ e 16,00€ al mq

Prezzi posa massetto

(Prezzi di solo posa)

Il costo medio della posa di un massetto tradizionale è compreso tra 6,00€ al mq e 12,00€ al mq
Il costo medio della posa di un massetto autolivellante è compreso tra 2,50€ al mq e 7,00€ al mq

Questi prezzi possono subire impennate in funzione dei mq da realizzare, dello spessore e della posizione del cantiere per ricevere il prezzo per la tua situazione specifica.

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IL MASSETTO AUTOLIVELLANTE

(Introduzione)

Negli ultimi anni si sta assistendo a un incremento notevole di richieste specifiche per i massetti autolivellanti tanto è vero che tutte le aziende produttrici di materiali per l'edilizia stanno ampliando i cataloghi di prodotti autolivellanti, orientarsi nella scelta su quale massetto autolivellante è adatto per la nostre esigenze non è tanto semplice se non si ha almeno un minimo di conoscenza tecnica infatti le diverse tipologie di applicazioni (massetti su impianti di riscaldamento a pavimento, massetti radianti a basso spessore, livellamenti del piano, massetti in genere...) possono richiedere autolivellanti di diversa composizione, viaggiando poi qua e là su siti o portali si trovano informazioni sul massetto autolivellante imprecise che confondono ancora di più le idee, informazioni prese e messe insieme senza nozioni di base che non hanno niente a che vedere con i massetti o nello specifico con i massetti autolivellanti e da incompetenti danno consigli errati, viene paventato ad esempio il problema dell'effetto bleeding, dato per scontato ma come vedremo più avanti questo non esiste se il massetto viene applicato correttamente inoltre i migliori massetti autolivellanti non necessitano di nessuna carteggiatura, questi consigliano solo massetti premiscelati tradizionali di aziende che chissà come mai hanno nel loro listino anche prodotti autolivellanti, molto probabilmente li screditano per non avere una mancata opportunità lavorativa in molti di questi portali puoi inserire i tuoi dati e ricevere più preventivi, siti che fanno solo da intermediari guadagnando sulle vostre richieste, costi che poi ricadono sul preventivo finale, spesso le imprese iscritte a questi portali sono disperati in cerca di lavoro che magari non sono neanche specializzati in quel settore. I nostri preventivi per i massetti di fornitura e posa sono privi di questi costi e ancora più ottimizzati per i prodotti che non passano solo dal magazzino edile ma veniamo all'argomento

Che cos'è il massetto autolivellante

Il massetto autolivellante chiamato anche caldana autolivellante è una miscela premiscelata di inerti selezionati, fluidificanti e additivi stabilizzanti composta di varie granulometrie che vanno da 1mm fino fino a 4\6 mm, è un massetto di strato sottile applicabile anche ad alti spessori, le sue proprietà lo rendono adatto ad ogni situazione interna ottenendo da un minimo sforzo le massime prestazioni in opera. Si realizza in tempi estremamente veloci, attraverso una fase preparatoria minima si semplificano e velocizzano tutte le operazioni di cantiere, si opera con semplicità anche in appartamenti in centro riservando (ove possibile) un suolo molto ristretto per il posizionamento di un silo (circa 2,40 x 2,40 m) o con camion già dotati di tutto, senza creare polveri per la miscelazione, senza residui, sacchi da smaltire, è consigliato per gli impianti radianti perché la sua consistenza liquida avvolge perfettamente il tubo concedendo un rendimento ottimale per l'efficientamento energetico anche grazie ad applicazioni con spessori ridotti.

Massetto autolivellante e tradizionale

(Le differenze)

MASSETTO AUTOLIVELLANTE Consistenza liquida
MASSETTO TRADIZIONALE Consistenza semi umida

La differenza sostanziale tra un massetto autolivellante e un massetto tradizionale è la consistenza, questa consente al massetto autolivellante di ritrarre i seguenti vantaggi:

1

Migliore planarità
La superficie livellata semplifica e velocizza le operazioni di posa dei rivestimenti con un minor consumo di colla.

2
Migliore resistenza e certezza del risultato
La fluidità assicura la compattezza e il risultato finale

3
Facilità di applicazione
La velocità di esecuzione evita la veloce reazione dei componenti che rischia di diminuire le caratteristiche tecniche dei prodotti.

4
Asciugamento veloce
Calpestabile dopo poche ore. Su impianto radiante se si rispetta la norma UNI EN 1264 per il ciclo termico, i massetti autolivellanti con solfato di calcio sono quelli che ci permettono di posare prima i rivestimenti.

5
Basso spessore
Applicabile anche in spessori ridotti a partire da 1 cm in ancoraggio. Su impianti radianti da un minimo di 0,5 cm sopra il tubo.

6
Maggiore sicurezza
La distribuzione del massetto autolivellante avviene in totale sicurezza mediante pompaggio a vite polmone a bassissima pressione fino ad una distanza di oltre 100 metri e a più i 20 metri di altezza.

...E poi:

- Pulizia in cantiere
- Miscelazione perfetta
- Ritiro controllato con basse probabilità di crepe
- Assenza di camere d'aria e irradiamento uniforme
- Costo medio\basso, in molte situazioni anche su impianti radianti il costo è minore di un massetto premiscelato di tipo tradizionale.

Calpestabilità e lavorazione

Il massetto autolivellante è già calpestabile il giorno successivo alla posa, durante la fase di lavorazione e di essiccazione nelle prime 24\48 ore, va protetto da temperature estreme, la temperatura dell'ambiente circostante e del supporto non deve scendere al di sotto di +5 °C o superare +35 °C (temperature difficilmente violabili in un ambiente chiuso), va protetto dal gelo, da una asciugatura troppo rapida, sole battente diretto, vento, pioggia... successivamente è consigliato areare i locali per favorire la fuoriuscita dell'umidità presente nell'ambiente, la ventilazione aiuta anche l'asciugamento del massetto. La chiusura delle aperture, porte e finestre, dove non sono ancora state installate, viene solitamente fatta con fogli di nylon fissati sui telai removibili di legno o direttamente sui telai delle porte e delle finestre per garantire un funzionamento regolare della pompa di miscelazione dell'impianto o di una macchina adeguata per questo tipo di lavorazione va predisposto in loco un allacciamento elettrico 380v 15kW in assenza di questa si può provvedere con un generatore adeguato solitamente fornito anche dagli applicatori inoltre è necessaria un'alimentazione di acqua pulita di minimo 1500/2000 litri l'ora.

Spessore minimo del massetto autolivellante

Lo spessore minimo applicabile di un massetto autolivellante è di 2 centimetri in ancoraggio e 3 centimetri per il massetto flottante, autolivellanti che mancano di granulometria sono adatti solo per rasature o livellamenti che vanno da 0 fino a 2 centimetri.

Per gli spessori minimi del massetto in presenza di impianti radianti ne parliamo più specificatamente in un altro articolo vedi Il Massetto Radiante

Come si posa

La preparazione del piano di posa per il getto del massetto autolivellante prevede la messa a quota dei cosiddetti piedini o misuratori di livello con livelle digitali o a fluido, viene steso e livellato con apposite stadie tubolari, la lavorazione non è molto difficile basta attenersi a poche regole importanti, la miscelazione deve avvenire aggiungendo solo la giusta quantità di acqua, va programmata in modo tale che il massetto sia steso e staggiato entro il tempo di apertura del prodotto. Le grandi superfici devono essere realizzate con macchine specifiche, la pompa miscelatrice del silo ha una portata di ca. 100 litri/minuto, quindi è in grado di miscelare e pompare in 1 ora 8-10 tonnellate di materiale, corrispondenti ad una superficie di 100-120 metri quadrati l'ora, dove non è possibile posizionare un silo si deve realizzare il getto con prodotto sfuso in sacchi utilizzando impianti di miscelazione a vite polmone professionali con una portata di getto non minore di 50\60 litri al minuto. La realizzazione di questi massetti con impianti di piccola portata o con trapano miscelatore può causare non pochi problemi, es.: prodotti miscelati male, reazione durante la lavorazione...

La prova di espansione

La giusta consistenza di un massetto autolivellante si controlla con la prova di espansione ed è fondamentale per la perfetta riuscita del manufatto, serve a limitare lo spolvero superficiale (effetto building) che causa nei massetti (maggiormente quelli autolivellanti) la venuta in superficie della parte più fine del prodotto, il fenomeno può essere più o meno grave in rapporto alla maggiore quantità di acqua aggiunta difatti un massetto autolivellante dosato con la giusta quantità di acqua non presenta questo problema e rientra nei parametri imposti dalla normativa, dosare la giusta quantità di acqua nell'impasto vuol dire anche limitare il ritiro e le probabilità che si verifichino cretti, ottimizzando oltremodo l'asciugamento. I prodotti più ricchi sopportano questo effetto in una forbice più ampia. La ricchezza della parte legante non è sempre una caratteristica tecnica positiva per i massetti cementizi é un'arma a doppio taglio, se da una parte migliora alcuni aspetti tecnici dall'altra un prodotto troppo ricco di cemento porterebbe ad una maggiore probabilità di cretti dopo il ritiro completo dell'acqua dai materiali. I massetti autolivellanti più equilibrati sono quelli in solfato di calcio, più avanti vedremo le caratteristiche principali che li portano in cima alla lista dei migliori massetti autolivellanti.

Posa in ancoraggio

Massetto ancorato

Il massetto autolivellante ancorato viene realizzato in spessori minimi dove non ci sono le condizioni e gli spessori adatti a realizzare un massetto galleggiante. Il fondo sul quale verrà posato il massetto deve avere caratteristiche meccaniche adeguate, deve essere privo di polveri, efflorescenze, oli, grassi, e deve essere trattato con un primer per evitare il rapido asciugamento. L'ancoraggio di un massetto di tipo terra umida (tradizionale) invece prevede una boiacca cementizia di aderenza spesso preferita a un lattice specifico. Il massetto ancorato viene eseguito anche in presenza di impianti radianti a basso spessore con pannelli forati o a bugne cave, installati su fondi non assorbenti o opportunamente trattati.

Posa galleggiante

Massetto galleggiante

Il massetto galleggiante viene steso in uno spessore minimo di 3 cm per l'autolivellante, 4cm per un massetto tradizionale, deve essere staccato da pareti e fondo per previene tensioni dovute a movimenti dello stabile ed eventuali rotture, cretti nel pavimento o addirittura nei casi più gravi il sollevamento, si procede con l'applicazione sul fondo di fogli di polietilene (nylon), su barriera vapore o su lastre di polistirene applicando sulle pareti strisce comprimibili perimetrali per almeno tutto lo spessore del massetto. Operando con materassini termo-acustici occorre valutare attentamente lo spessore del massetto in modo da evitare effetti di molleggiamento, effetti che peggiorerebbero l'isolamento acustico, ogni materassino richiede un peso specifico per il suo funzionamento ottimale a dipendenza degli spessori e della tipologia di prodotto si deve considerare un'opportuno uso della rete di armamento avendo cura di rispettare un ricoprimento minimo di almeno 15 mm, gli impianti tecnici devono essere preventivamente ricoperti per evitare danneggiamenti (movimenti, fenomeni corrosivi etc...), regolarizzando la quota fino allo spessore che serve per realizzare il successivo massetto galleggiante, questa viene preferibilmente eseguita con miscele di conglomerati leggeri e isolanti,
vedi cemento cellulare

PREPARAZIONE DEI PANNELLI RADIANTI Come fare le chiusure

La posa sui pavimenti radianti

Tutti i pannelli radianti (posati correttamente) sono idonei a ricevere qualsiasi massetto autolivellante senza compromettere il galleggiamento dell'impianto o infiltrazioni, normalmente la maggior parte degli installatori sa bene cosa va fatto, spesso però si trovano impiantisti che per comodità o fretta trascurano alcuni particolari, poco influenti se è prevista la posa di un massetto tradizionale ma se si realizza un massetto autolivellante in condizioni non proprio ottimali possono causare disagi più o meno gravi in fase di applicazione, nei casi più trascurati si può arrivare anche al galleggiamento dell'impianto. La cattiva preparazione è perfettamente visibile prima del getto e l'operatore può e deve intimare la sistemazione, vediamo quali sono le parti soggette al galleggiamento:

I pannelli radianti
I pannelli devono essere accostati, senza buchi o aperture che possono far defluire il materiale

I Tubi dell'impianto
anche i tubi del riscaldamento sono soggetti al galleggiamento se non fissati correttamente in assenza di pannelli con bugne (sui pannelli lisci) i tubi vanno fissati non oltre i 50 cm di distanza.

La rete
L'eventuale rete in fibre o metallica va fissata al pannello e\o ai tubi non oltre i 50\70 cm, Il fissaggio deve essere ancora più fitto quando è previsto un getto con un massetto autolivellante a basso spessore questi richiedono una preparazione meticolosa.

La fascia di dilatazione perimetrale
La bandina di dilatazione comprimibile perimetrale deve essere stesa a regola d'arte indipendentemente dal massetto usato ed è sempre a carico di chi li realizza l'impianto, il film di nylon orizzontale che sta attaccato a questa fascia serve a chiudere il vuoto tra il muro e il taglio non preciso del pannello questo va risvoltato sul pannello e fissato per fare questo spesso in presenza dei pannelli bugnati si usa lo stesso tubo del riscaldamento, dove ci sono i pannelli lisci invece la striscia perimetrale viene nastrata o ancorata. Eventuali aperture di sbalzi, scale, assenze di soglie... vanno chiuse con un assi di legno a sostegno della striscia comprimibile la quale deve essere continua per tutto il perimetro anche dietro la centralina dell'impianto. In presenza di striscia comprimibile perimetrale senza il foglio che copre il pannello del riscaldamento occorre riempire lo spazio tra il muro e il pannello per fare questo è consigliato chiudere con bombolette di poliuretano espanso evitando che lo stesso affiori sopra il piano del massetto, si può anche ovviare con altri materiali tipo malta preconfezionata o semplicemente con sabbia e cemento, in questi casi bisogna però farlo 1 o al massimo 2 giorni prima per evitare che il cemento troppo secco assorba velocemente il massetto.

La barriera vapore

La barriera vapore è uno strato separatore necessario nei solai umidi o a contatto con il terreno che impedisce all'umidità sottostante di risalire e di contaminare il massetto nei casi più gravi questo può portare al distaccamento dei rivestimenti (maggiormente quelli lignei), ostacola la formazione di efflorescenze nelle fughe dei pavimenti e contrasta la formazione di muffe. Molto spesso viene richiesta sotto il massetto una barriera vapore intesa come fogli di nylon, ci meravigliamo quando questi sono operatori del settore. I fogli di nylon sono soggetti a degrado e sono permeabili al vapore anche oltre il 10% quindi non utilizzabili come una totale barriera al vapore, questi si usano comunemente per strato separatore non assorbente adatto a realizzare massetti desolidarizzati e\o massetti autolivellanti.

I giunti

I giunti di frazionamento o strutturali devono essere sempre riportati nel pavimento, i massetti autolivellanti cementizi vengono realizzati con rompi tratti a tutte le porte questi diventeranno veri e propri giunti da riportare nel pavimento. I massetti autolivellanti in solfato di calcio a basso ritiro Knauf e Ferri anche in presenza di riscaldamento a pavimento limitano molto la presenza di questi tagli.

Il Primer

(Primer: promotore di adesione e limitatore di assorbimento)
I massetti autolivellanti hanno un'assorbenza elevata in fase di posa dei rivestimenti asciugano velocemente i collanti, stendere un primer per limitare l'assorbimento è una ulteriore accortezza. Il rivestimento in legno ha una maggiore trazione e sollecita maggiormente lo strappo, stendere sulla superficie del massetto un primer di tipo poliuretanico è una pratica poco diffusa ma consigliata.
La fornitura dei primer è compresa nel costo del massetto, la sua stesura viene fatta con un rullo da pittore in tempi brevissimi.

Posa dei rivestimenti

I tempi di asciugamento dei massetti autolivellanti in assenza di radiante sono in media di un centimetro a settimana, essi dipendono dall'areazione più o meno intensa dei locali e dalle temperature esterne, la posa dei rivestimenti deve avvenire a massetto asciutto per la posa dei materiali in legno l'umidità residua deve essere sotto il 0,2%, verificata con igrometro a carburo. Dopo la realizzazione bisogna fare attenzione a non versare grosse quantità di acqua si potrebbero compromettere ed aumentare i tempi di asciugamento in presenza di impianto radiante non si può mai fare a meno della fase di riscaldamento preliminare con qualsiasi tipologia di massetto per ulteriori informazioni vedi il massetto radiante.

Differenze per composizione legante

Il Massetto Autolivellante si differenzia oltre che per caratteristiche tecniche per composizione, massetto in solfato di calcio anidrite o cementizio ma come e quale scegliere, facciamo subito una precisazione tutti i massetti presenti sul mercato Italiano e adeguati al riscaldamento a pavimento secondo la norma uni en 1264 sono prodotti con leganti misti anche quelli chiamati cementizi contengono solfato di calcio o anidrite solo in percentuali diverse, compresi anche i massetti tradizionali premiscelati in sacchi che promettono un'alta conducibilità ma qualè il miglior legante?

solfato di calcio anidrite o cementizio

Il massetto autolivellante in solfato di calcio o in anidrite a differenza di quello "cementizio" è dimensionalmente più stabile, ha una maggiore conducibilità termica e presenta un minor ritiro, vediamo perché: cemento e massetto non vanno tanto d'accordo, da sempre la quantità di cemento introdotta in un massetto tradizionale è davvero minima circa 250\300 kg al metro cubo, superare queste quantità ne compromette la stabilità con l'aumento delle probabilità che si verifichino cretti diffusi dovuti alle tensioni e al ritiro dell'acqua in fase di presa, su impianti contenenti il riscaldamento a pavimento per limitare questo fenomeno oltre ad inserire una rete di rinforzo o fibre metalliche si devono realizzare giunti di dilatazione ogni 20\30 metri quadrati, progettati in punti strategici (porte, spigoli, restringimenti...) per lo stesso motivo anche la resistenza a compressione è più alta nei massetti autolivellanti in solfato di calcio, il cemento poi è un materiale freddo e poco conducibile non si sposa con il riscaldamento a pavimento, questo fa capire perché il mercato va sempre di più in una direzione, "il solfato di calcio o anidrite, tutti i grandi marchi come stiamo effettivamente constatando si stanno adeguando e stanno inserendo nei loro prodotti questi leganti chi con percentuali minori chi con percentuali maggiori e ulteriori cambiamenti sono previsti per il prossimo futuro.

Il solfato di calcio

(vediamo Knauf, maggior produttore di queste materie)
La composizione del massetto fluido autolivellante knauf come descritto nella scheda di sicurezza scaricabile dal sito di knauf dice: Sostanze/Miscele: Carbonato di calcio C - 65% Solfato di Calcio C <35%, nel prodotto sono aggiunti componenti e additivi in percentuale inferiore all'1%. La percentuale di cemento contenuta in questi massetti è estremamente bassa (nell’ ordine dell’1%) ed il cemento non assolve tanto alla funzione di legante, quanto a quella di stabilizzatore, regolatore del pH ed attivatore dell’anidrite naturale. Per chi ha nozioni tecniche sul sistema solfati di calcio, basti dire che nessun altro massetto autolivellante presente sul mercato italiano mostra una percentuale più alta di acqua di ricristallizzazione a 24 ore dei massetti Knauf, laddove tale dato dà la misura esatta della quantità di legante solfatico che ha reagito. La miscela di leganti utilizzata nei massetti fluidi Knauf è costituita per il 95% da varie fasi del solfato di calcio: in particolare anidrite naturale, termoanidrite ed emidrato alfa. Knauf è il principale produttore europeo di tutti e tre questi materiali, tanto che l’organizzazione antitrust tedesca ha costretto l’azienda a fornire anidrite naturale e compound leganti anche ai concorrenti che ne fanno richiesta, esiste poi un secondo produttore industriale di anidrite termica ed emidrato alfa e qualche piccolo produttore di anidrite naturale concentrato in una area ben specifica e prossima all’esaurimento, tutti gli altri produttori Italiani di massetti autolivellanti e massetti premiscelati ideati per il riscaldamento a pavimento, acquistano un compound legante da piccoli medi produttori tedeschi, che spesso contiene quota parte di materie prime Knauf oltre che rilevanti percentuali di anidrite sintetica del colosso Bayer. Un produttore, di cui non si vuole fare il nome utilizza addirittura un eccellente compound legante Knauf, triangolato in Italia attraverso la sua casa madre estera. Tutti dichiarano che il loro massetto è cementizio omettendo il contenuto di queste sostanze e\o spesso anche in assoluta buona fede che il loro legante sia composto da sola anidrite naturale, purtroppo questo non è tecnicamente possibile in quanto l’anidrite naturale, materiale estremamente poco reattivo ancorché attivato da cemento o altre sostanze non è in grado di fornire adeguate resistenze meccaniche, a meno che non venga utilizzata in percentuali elevatissime cosa che nessun produttore italiano può permettersi dati i costi di importazione di questa materia prima. A nostra conoscenza solo l’ FE 50 ed fe80 tedeschi prodotti da Knauf in alcune regioni della Germania sono costituiti da sola anidrite naturale, ma sono anche costituiti solo di anidrite naturale che fa da legante e da inerte, tutta la restante produzione tedesca utilizza compound leganti di diversa composizione che permettono di ottenere un prodotto indistinguibile da questo ma con percentuali di legante nettamente inferiori, esattamente la strada seguita dai produttori italiani. In Italia ci sono poi molti produttori che hanno messo a punto ricette miste e che alcuni chiamano autolivellanti cosiddetti cementizi in cui il cemento è presente in proporzione pari o superiore rispetto all’anidrite, tali massetti presentano effettivamente alcuni inconvenienti da ritiro ed altri, come l’effetto “scodella” ai bordi, la necessità di giunti di ritiro ravvicinati e di rete di armatura sopra il sistema di riscaldamento a pavimento (necessità spesso taciuta ai clienti per timore della concorrenza dei prodotti solfatici), questi guarda caso stanno avvicinando le loro ricette sempre di più a quella di knauf.

Posizionamento silo o autostazioni mobili

Il Massetto autolivellante viene prodotto e fornito per la grande distribuzione sfuso in motrici o bilici per lavorazioni con stazioni mobili o in silo già dotati di macchine impastatrici automatiche, viene confezionato e fornito in sacchi per piccole lavorazioni o in cantieri dove non si accede con questi mezzi per le lavorazioni in centro viene spesso ricercata la fornitura con camion completi di macchina per il pompaggio e materiale incorporato, soluzione considerata più comoda in realtà la differenza di praticità tra il posizionamento del silo e un mezzo su ruote non è proprio completamente a favore di quest'ultimo, le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico e per la sicurezza sono identiche, l'area di cantiere è a favore del silo che occupa solo un area di 2,40x2,40 mt le autostazioni mobili hanno bisogno di un area minima equivalente a mt 11,00 x 2,40 entrambe sono removibili a fine lavoro. Le stazioni mobili arrivano in cantiere già complete di materiale, fate attenzione perché qualcuno potrebbe fare il furbetto per limitare il dubbio chiedete sempre la bolla del fornitore per verificare la congruità del prodotto richiesto.

I MASSETTI AUTOLIVELLANTI

(un pò di storia)​

I massetti autolivellanti nascono dall'esigenza di ricoprire gli impianti di riscaldamento a pavimento nei paesi nordici già negli anni 60, paesi che hanno sviluppato queste produzioni molti anni prima di noi per le naturali differenze climatiche, nascono per ottimizzare il risparmio energetico ed eliminare tutti i problemi che i massetti tradizionali hanno dato e continuano a dare su questi impianti, miscelazione dei componenti, errori di applicazione, ritiro... 
Nel nostro paese, il cambiamento delle normative per un miglioramento dell'efficienza energetica nel 2001 ha portato i maggiori produttori negli ultimi 20 anni a investire sempre più risorse sulla ricerca e lo sviluppo per il perfezionamento del massetto autolivellante con notevoli risultati di miglioramenti e vantaggi rispetto alla sua storia passata tanto che il mercato Italiano del massetto autolivellante si sta allargando anche in assenza di questi impianti, ragionevolmente le imprese con il tempo hanno cominciato a fare i conti con la velocità di realizzazione e di semplificazione dei cantieri, riducendo oltre ai tempi, il costo, pareggiando e in molti casi migliorando la forbice di prezzo che distanziava un massetto autolivellante da un massetto tradizionale, trovare manodopera per la realizzazione di un massetto tradizionale è sempre più difficile ed ancor di più per quella specializzata e aggiornata per le nuove norme di sicurezza nei cantieri, i massetti autolivellanti di nuova generazione nascono per sostituire o meglio affiancarsi ai tradizionali e colmare anche queste mancanze.​

Come viene calcolato il costo del massetto

Vediamo come si compone il costo del massetto e perché non può essere compresso in un solo listino:
Dobbiamo innanzitutto fare una distinzione per tipologia di prodotto tra massetto tradizionale in sabbia e cemento, massetto tradizionale preconfezionato e massetto autolivellante poi dobbiamo mettere in conto anche se il massetto viene fornito da un magazzino edile intermediario o se passa dalla grande distribuzione infine dobbiamo accorpare il costo della posa al costo della materia prima. Massetti da realizzare in aree non facilmente accessibili, spessori elevati, costi di trasporto, piccoli lavori possono creare impennate di prezzo anche superiori a 30,00€ al mq.
Nella fase in cui far realizzare un massetto a volte succede che ci si ritrovi in mano con più preventivi magari con una disparità notevole di prezzo e ci si chiede come mai questo sia possibile, spesso dando a pensare che il prezzo minore sia un lavoro fatto con prodotti o lavorazioni di minore qualità oppure quello dal prezzo più alto ci sta provando, tutto è possibile ma dobbiamo tenere conto che il prezzo viene determinato oltre che dalla struttura dell'azienda dai seguenti diversi fattori: organizzazione, costo del prodotto, potere di acquisto, logistica, grandezza del cantiere, difficoltà di accesso al cantiere, spessore del massetto... vediamo nello specifico:

L'organizzazione

L'organizzazione e la professionalità di chi realizza queste opere e fa solo questo di mestiere ha già di per sé una componente di una buona flessione del prezzo rispetto ad un'impresa edile generica anche la struttura più o meno snella dell'azienda può fare la differenza.

Il subappalto

Il subappalto dei lavori da un'azienda edile a specialisti del settore toglie alcuni impegni e qualche volta grattacapi al committente ma anche questo ha un costo spesso notevole.

Il costo della materia prima

Questa componente è molto spesso uno dei primi fattori che incidono sul prezzo finale dell'opera. Tra le diverse marche di massetti autolivellanti la maggior parte di questi si equivalgono. Gli autolivellanti quanto più idonei a basso spessore tanto più sono costosi non per questo migliori, fatti di diversa composizione sono stati ideati per esigenze diverse.

Il potere di acquisto della materia prima

Questo è naturalmente un fattore che incide sul prezzo finale, chi realizza tutti i giorni massetti consuma molto materiale ha quindi un prezzo migliore di acquisto. Bisogna valutare anche gli intermediari in alcuni casi questi prodotti passano solo ed esclusivamente attraverso il magazzino edile es: prodotti Leca, Mapei, Kerakoll...

I trasporti

Sono una componente che va inserita nel costo finale essi vanno ammortizzati per l'intervento e incidono naturalmente di più su cantieri di piccola entità. Per i materiali sfusi in silo va considerata anche la distanza dalla zona di partenza di produzione di ogni marca, le più blasonate come Knauf e Fassa Bortolo hanno un raggio d'azione ampio altre limitato intorno ad essa, tutte servono sul territorio nazionale con materiale sfuso in sacchetti su bancali, trasportati su motrici con gru o telonati, questi hanno un costo maggiore di acquisto e di lavorazione.

La posizione del cantiere

La posizione del cantiere è un aspetto di non poca importanza per la valutazione del costo finale del nostro massetto, il minor prezzo é anche determinato dalla posizione del cantiere, più semplice se si trova in una zona dove sono accessibili mezzi d'opera, Realizzare il massetto in cantieri facilmente accessibili, pianeggianti fuori dal centro, ai piani non oltre il secondo è naturalmente più semplice e meno laborioso che in un centro storico o magari al settimo piano, diversamente invece va valutata la realizzazione fatta con materiali forniti in sacchi su pallet, i prodotti sfusi in silo semplificano la lavorazione ed escludono i costi d'imballaggio. Sono realizzabili in zone variabili più o meno distanti dalla centrale di produzione di ogni singolo produttore per i piccoli interventi sotto gli 80\90 mq conviene realizzare il massetto con prodotti sfusi in sacchi.

Lo spessore del massetto

Questa è un'altra componente di maggiorazione del costo finito dell'opera l'incidenza in eccesso allo spessore minimo sufficiente (consigliato) è quasi solo del materiale, viene fatta eccezione per casi in cui lo spessore è molto alto e si lavora con materiale in sacco, in queste situazioni aumenta anche se di poco l'incidenza della posa. Lo spessore del massetto su riscaldamento a pavimento si calcola dalla base del pannello con bugne o senza. Es: 3 centimetri sopra il tubo del riscaldamento è un massetto spessore medio cm 5.(con tubo da 17 mm appoggiato sul pannello avente 3 mm di rialzo).

Metri quadrati da realizzare

L' entità del lavoro è un'altra delle principali componenti che determinano il costo al mq di un massetto autolivellante nel quale vanno ammortizzati i costi dei trasporti e dell'intervento.
Tutti questi motivi limitano la possibilità di realizzare un listino prezzo standard.
Listino prezzi di sola posa massetti autolivellanti
Posatori specializzati nella posa di massetti autolivellanti con e senza fornitura materiali sfusi in silo e in sacchi
N.B. i seguenti prezzi indicativi sono sempre da confermare tramite preventivo.

LAVORAZIONI IN SACCHI
(in cantieri facilmente accessibili)

listino con movimentazione sacchi a vostro carico

p1) POSA SU PANNELLI RADIANTI

Da mq 001 a 100  € 600,00
Da mq 101 a 150   € 700,00
Da mq 151 a 200   € 800,00
Da mq 201 a 250  € 900,00
Oltre mq 250     € 3,50/mq

Per lavorazioni oltre 1000 mq da concordare


listino con movimentazione sacchi a nostro carico

p2) POSA SU PANNELLI RADIANTI

Da mq 001 a 100   € 1000,00
Da mq 101 a 150     € 1100,00
Da mq 151 a 200   € 1200,00
Da mq 201 a 250  € 1300,00
Oltre mq 250       € 5,00/mq

Per lavorazioni oltre 1000 mq da concordare

LAVORAZIONI IN SILO
(in cantieri facilmente accessibili)

p3) ​​ POSA SU PANNELLI RADIANTI

Da mq 001 a 100   € 400,00
Da mq 101 a 150    € 500,00
Da mq 151 a 200   € 600,00
Da mq 201 a 250   € 700,00​
​Oltre mq 250   € 2,50 al mq

Per lavorazioni oltre 1000 mq da concordare​​

ONERI A VOSTRO CARICO
Assistenza in cantiere, Eventuale posa rete, fornitura acqua, energia elettrica 380 volt 15 kw (con generatore 380 volt 30 kw), suolo per posizionamento, piani dove operare sgombri e sufficientemente puliti, smaltimento residui, chiusure aperture, e/o di buchi che possono evitare il contenimento dello stesso, fissaggio e chiusura perimetrale del pannello radiante contro il galleggiamento (a carico dell'idraulico, tramite posa striscia perimetrale con nylon sovrapposto e fissato al pannello con pannelli senza bugne i tubi fissati con graffette ogni 30 max 40 cm).

Per lavorazioni In ancoraggio i pannelli forati devono essere ancorati e 24\48 h prima della loro posa il sottofondo deve essere opportunamente primerizzato in 2 mani per evitare il rapido asciugamento del massetto.

Eventuale nostra fornitura generatore di energia elettrica 380 volt 30 kw €150,00 al gg compreso trasporto e consumo carburante, oltre questi prezzi sono da valutare a parte eventuali spese di trasferta per cantieri distanti dalla nostra centrale.

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LE NOSTRE ZONE OPERATIVE

Per i massetti in sacchi dove non si arriva con mezzo d'opera o per piccoli cantieri operiamo fuori Toscana solo con materiale a vostro carico

LE NOSTRE ZONE OPERATIVE PER I MASSETTI AUTOLIVELLANTI IN SILO