MASSETTO AUTOLIVELLANTE

Che cos'è il massetto autolivellante per pavimenti, caratteristiche, differenze e spessori,  i migliori massetti autolivellanti, il costo medio di un massetto con la posa e la fornitura del materiale e solo posa massetto.

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Il massetto per riscaldamento a pavimento


Il sottofondo autolivellante

 
 

Costo realizzazione massetto (2024)

Realizzazione con fornitura e posa in opera massetto autolivellante costo 10,00€/24,00€ al mq.
Realizzazione con fornitura e posa in opera massetto tradizionale premiscelato costo 12,00€/26,00€ al mq.
Realizzazione con fornitura e posa in opera massetto tradizionale in sabbia e cemento costo 10,00€/16,00€ al mq.

Solo posa massetto autolivellante

Il costo medio della manodopera per la sola posa di un massetto autolivellante è compreso tra 2,00€ al mq e 9,00€ al mq

Solo posa massetto tradizionale

Il costo medio della manodopera per la sola posa di un massetto tradizionale è compreso tra 6,00€ al mq e 12,00€ al mq


Questi prezzi possono subire impennate in funzione ai metri quadri da realizzare, dello spessore e della posizione del cantiere per ricevere il prezzo riferito alla tua situazione specifica, componi il tuo preventivo oppure contattaci, servizio per imprese e privati.

 
 

Che cos'è il massetto autolivellante

Il massetto autolivellante è un conglomerato di consistenza liquida formato da una miscela di inerti selezionati, fluidificanti e additivi stabilizzanti uniti da una combinazione di leganti in cemento e solfato di calcio, il risultato produce un massetto apponibile in strato sottile o ad alti spessori e forma una superficie planare adatta alla successiva posa di ogni tipologia di rivestimento, gres, legno, linoleum, resine..., particolarmente indicato per la successiva posa di pavimenti in grandi formati. 

Le sue proprietà lo rendono idoneo ad ogni situazione interna, attraverso una fase di lavorazione semplice e con un ridotto intervento manuale in tempi estremamente veloci si ottengono da un minimo sforzo le massime prestazioni in opera, consegnando un manufatto ultracompatto, questa semplificazione dà maggiore sicurezza e riduce i rischi d'impresa in cantiere velocizzando anche tutte le operazioni persino in appartamenti in centro, riservando (ove possibile) un suolo molto ristretto per il posizionamento di un silo (circa 2,40x2,40 m) o con camion già dotati di tutto, senza creare polveri per la miscelazione, senza residui e sacchi da smaltire per aggiunta questa tipologia di massetto è specifica per gli impianti di riscaldamento a pavimento difatti la sua consistenza liquida avvolge perfettamente il tubo concedendo un rendimento sicuro e ottimale per l'efficientamento energetico grazie anche ad applicazioni con spessori ridotti ma vediamo come si posa, spessori, varianti e differenze:

MASSETTO AUTOLIVELLANTE Consistenza liquida
MASSETTO TRADIZIONALE PREMISCELATO Consistenza semi umida

La differenza di consistenza

La differenza sostanziale tra un massetto autolivellante e un massetto di tipo tradizionale è la consistenza, un prodotto fluido autolivellante consente di ritrarre maggiori vantaggi, facilità di applicazione, migliori risultati di planarità, migliore resistenza a compressione e certezza del risultato.

Vediamo più nello specifico a cosa portano questi benefici:

La fluidità di un massetto autolivellante assicura la compattazione del manufatto e dà certezze per il risultato finale concedendo una superficie livellata che semplifica e velocizza le operazioni di posa dei rivestimenti con un minor consumo di colla e con maggiore precisione. 
La velocità di esecuzione evita il rischio che con la reazione dei componenti leganti in una lenta fase d'opera si diminuiscono le caratteristiche tecniche tabulate e il veloce asciugamento ci accorda a rientrare in cantiere già il giorno successivo alla posa senza fermare le altre lavorazioni in corso, se invece siamo in presenza di un' impianto radiante a pavimento e si rispetta la norma UNI EN 1264 per il ciclo termico i massetti autolivellanti con maggiori percentuali di solfato di calcio sono quelli che ci permettono di posare prima i rivestimenti inoltre l'applicabilità anche in spessori molto ridotti, il ritiro controllato con basse probabilità di crepe, l'assenza di camere d'aria e l'irradiamento uniforme rendono il massetto autolivellante il più prestazionale ed efficiente su questi impianti per ulteriore aggiunta un massetto fluido autolivellante si lavora con maggiore sicurezza mediante un pompaggio con vite a polmone a bassissima pressione fino a distanze di oltre 100 metri e a più di 20 metri di altezza con macchine professionali che garantiscono una miscelazione perfetta e accondiscendono a ridurre drasticamente la manodopera riducendo oltre al margine di errore, la forbice di prezzo rispetto ad un massetto tradizionale premiscelato.

Differenze di composizione

Il massetto autolivellante si differenzia oltre che per consistenza anche per composizione, massetto in solfato di calcio anidrite o cemento, tutti i massetti autolivellanti presenti sul mercato Italino adeguati al riscaldamento a pavimento secondo la norma uni en 1264 sono prodotti con leganti misti anche quelli chiamati cementizi contengono oltre al cemento il solfato di calcio o anidrite solo con percentuali diverse tra questi sono compresi anche i massetti premiscelati in sacchi di tipo tradizionale che promettono un'alta conducibilità termica, ulteriori approfondimenti sui leganti leggi: il massetto in anidrite o cementizio.

Il massetto autolivellante in solfato di calcio o anidrite a differenza di quello cementizio è dimensionalmente più stabile presenta una maggiore conducibilità termica e un minor ritiro, vediamo perché:
cemento e massetto non vanno tanto d'accordo, da sempre la quantità di cemento introdotta in un massetto tradizionale è davvero minima circa 250\300 kg al metro cubo, superare queste quantità ne compromette la stabilità con l'aumento delle probabilità che si verifichino cretti diffusi dovuti alle tensioni e al ritiro dell'acqua in fase di presa, su impianti contenenti il riscaldamento a pavimento per limitare questo fenomeno oltre ad inserire una rete di rinforzo o fibre metalliche si devono realizzare giunti di dilatazione ogni 20\30 metri quadrati, progettati in punti strategici (porte, spigoli, restringimenti...) per lo stesso motivo anche la resistenza a compressione è più alta nei massetti autolivellanti in solfato di calcio, il cemento poi è un materiale freddo e poco conducibile non si sposa con gli impianti radianti questo fa capire perché il mercato va sempre di più in una direzione, "il solfato di calcio o anidrite, tutti i grandi marchi come stiamo effettivamente constatando si stanno adeguando e stanno inserendo nei loro prodotti questi leganti chi con percentuali minori chi con percentuali maggiori e ulteriori cambiamenti sono previsti per il prossimo futuro.

Spessori minimi

Il massetto autolivellante è applicabile nello spessore minimo di 2 centimetri in ancoraggio e minimo 3 centimetri come massetto flottante in entrambi i casi si può inserire un'impianto radiante, non ci sono limiti di spessore massimo, il limite è dato solo dal costo e dai tempi di posa dei rivestimenti che si allungano.
Gli spessori minimi si possono ridurre con la livellina una particolare variante di massetto autolivellante più ricca di compound caratterizzata da una maggiore scorrevolezza ed applicabilità a spessori molto ridotti ideale per il livellamento del piano e sopra un'impianto radiante.
Autolivellanti senza granulometria che sono ideati per rasature o livellamenti del piano utilizzati spesso prima della successiva posa dei pavimenti si possono applicare a pochissimi millimetri ma non fanno parte di questo articolo.

 Se vuoi approfondire sugli spessori e sull'asciugamento del massetto in presenza di impianto radiante ne parliamo più specificatamente in un altro articolo, Il Massetto Radiante

Come si realizza

La posa dell'autolivellante non è molto difficile, basta attenersi a poche regole, la preparazione del piano prevede la messa a quota dei cosiddetti piedini o misuratori di livello con livelle digitali o a fluido, la fuoriuscita dal tubo del materiale fluido permette una semplice stesura attraverso movimenti lenti, ampi e circolari, viene poi rifinito e perfettamente livellato con apposite stadie tubolari.
La miscelazione deve avvenire aggiungendo solo la giusta quantità di acqua e va programmata in modo tale che il massetto sia steso e staggiato entro il tempo di apertura del prodotto per lavorazioni su grandi superfici si deve essere attrezzati con macchine miscelatrici professionali e specifiche, una pompa miscelatrice adeguata ha una portata di circa 100/120 litri al minuto in grado di miscelare e pompare in 1 ora 8-10 tonnellate di materiale corrispondenti ad una superficie di 100-120 metri quadrati per 5 cm di spessore in cantieri difficilmente accessibili con grandi mezzi e dove non è possibile posizionare un silo si deve realizzare il getto con il prodotto sfuso in sacchi utilizzando impianti di miscelazione a vite polmone avente una portata di getto non minore di 50/60 litri al minuto, la realizzazione di questi massetti con impianti di piccola portata o con trapano miscelatore soprattutto su superfici ampie può causare non pochi problemi come prodotti miscelati male e la reazione del massetto durante la lavorazione.
A garantire un funzionamento regolare della pompa di miscelazione dell'impianto o di una macchina adeguata per questo tipo di lavorazione va predisposto un allacciamento elettrico 380v 15kW in assenza di questa si può provvedere con un generatore adeguato eventualmente fornito anche dagli applicatori, piccole lavorazioni si possono realizzare anche con macchine miscelatrici a 220 volt, è naturalmente necessaria per la miscelazione un'alimentazione di acqua pulita avente una pressione che garantisca un minimo di 1500/2000 litri l'ora in mancanza di questa bisogna considerare un'accumulo.

La prova di espansione

La giusta consistenza di un massetto autolivellante si controlla con la prova di espansione ed è fondamentale per la perfetta riuscita del manufatto questa serve a limitare lo spolvero superficiale (effetto building) che causa nei massetti la venuta in superficie della parte più fine del prodotto, i massetti autolivellanti più ricchi di legante in solfato di calcio (quelli più equilibrati) presentano margini di lavorazione in una forbice più ampia e sopportano meglio questo effetto più avanti vedremo le caratteristiche principali che portano questi massetti in cima alla lista dei migliori massetti, il fenomeno può essere più o meno grave in rapporto alla maggiore quantità di acqua aggiunta a quella stabilita dalla casa produttrice infatti un massetto autolivellante dosato con la giusta quantità di acqua non presenta questo problema e rientra nei parametri imposti dalla normativa nei casi più gravi (non proprio disperati) è spesso risolta velocemente attraverso una carteggiatura della superficie con una mono spazzola elettrica, dosare la giusta quantità di acqua nell'impasto vuol dire anche limitare il ritiro e le probabilità che si verifichino cretti diffusi, ottimizzando oltremodo l'asciugamento.

Il massetto ancorato

Il massetto ancorato viene realizzato in spessori minimi dove non ci sono le condizioni o gli spessori adatti per realizzare un massetto galleggiante, il fondo sul quale verrà posato il massetto deve avere caratteristiche meccaniche adeguate, deve essere privo di polveri, efflorescenze, oli, grassi e deve essere trattato con un primer isolante che serve per aumentare l'ancoraggio ed evitare il rapido asciugamento a differenza di un massetto di tipo terra umida (tradizionale) invece che prevede una boiacca cementizia di aderenza spesso preferita a un lattice specifico.
Il massetto ancorato viene eseguito anche in presenza di impianti radianti a basso spessore con pannelli forati o a bugne cave, sempre installati su fondi non assorbenti.

Il massetto galleggiante

Il massetto desolidarizzato detto anche "massetto galleggiante" viene steso in uno spessore minimo di 3 cm se il prodotto è di consistenza autolivellante, lo spessore diventa di minimo 4cm se il massetto è di tipo tradizionale premiscelato rinforzato, 5cm per un massetto tradizionale in sabbia e cemento per prevenire tensioni dovute ai movimenti dello stabile ed eventuali rotture, cretti nel pavimento o addirittura nei casi più gravi il sollevamento, il massetto deve essere staccato dal fondo e dalle pareti applicando su di esse strisce comprimibili perimetrali per almeno tutto lo spessore del massetto, si procede con l'applicazione sul fondo di fogli di polietilene (nylon) o di una barriera al vapore, su lastre di polistirene o su materassini termo acustici in questo ultimo caso occorre valutare attentamente lo spessore del massetto in modo da evitare rotture o effetti di molleggiamento e oltre alla tenuta statica ne potrebbe compromettere anche il suo funzionamento, tanto è vero che ogni materassino acustico richiede un peso specifico per il suo funzionamento ottimale.

Per realizzare un massetto galleggiante a dipendenza dagli spessori e della tipologia di prodotto si deve considerare anche un'opportuno uso della rete di armamento avendo cura di rispettare un ricoprimento minimo di almeno 15mm, gli impianti tecnici devono essere preventivamente ricoperti per evitare danneggiamenti (causa movimenti, fenomeni corrosivi etc...) regolarizzando la quota fino allo spessore che serve per realizzare il successivo massetto galleggiante, questa operazione viene preferibilmente eseguita con miscele di conglomerati leggeri e/o isolanti vedi anche:
il cemento cellulare

La barriera vapore

La barriera vapore è uno strato separatore necessario in presenza di solai umidi o a contatto con il terreno questa impedisce all'umidità sottostante di risalire e di contaminare il massetto ostacolando la formazione di efflorescenze nelle fughe dei pavimenti e la formazione di muffe, nei casi più gravi può portare anche al distaccamento dei rivestimenti (maggiormente quelli lignei).
Molto spesso viene richiesta sotto il massetto una barriera vapore intesa come fogli di nylon, ci meravigliamo (o forse non dovremmo) quando questi sono operatori del settore, i fogli di nylon sono soggetti a degrado e sono permeabili al vapore anche oltre il 10/20% quindi non utilizzabili come una totale barriera al vapore si opera con questi prodotti solo per strato separatore non assorbente adatti a realizzare massetti desolidarizzati e/o autolivellanti.

La posa sui pannelli radianti

Tutti i pannelli radianti posati correttamente sono idonei a ricevere qualsiasi massetto autolivellante senza compromettere il galleggiamento dell'impianto o infiltrazioni, normalmente la maggior parte degli installatori di impianti radianti sa bene cosa va fatto, spesso però si trovano impiantisti che per comodità o fretta trascurano alcuni particolari, poco influenti per un massetto tradizionale ma se è prevista la posa di un massetto autolivellante e le condizioni non sono proprio ottimali si possono causare disagi più o meno gravi in fase di applicazione, nei casi più trascurati si può arrivare anche al galleggiamento dell'impianto.
La cattiva preparazione è perfettamente visibile e prima del getto l'operatore può e deve intimare la sistemazione, vediamo quali sono le parti soggette al galleggiamento e come vanno installate (vedi anche foto sopra):

I pannelli radianti devono essere accostati, senza buchi o aperture che possono far defluire il materiale.
La fascia di dilatazione perimetrale va stesa a regola d'arte indipendentemente dalla tipologia di massetto usato ed è sempre a carico di chi li realizza l'impianto, il film di nylon orizzontale che sta attaccato a questa fascia serve a chiudere il vuoto tra il muro e il taglio non preciso del pannello e va risvoltato su di esso fissandolo per fare questo spesso in presenza dei pannelli bugnati si usa lo stesso tubo del riscaldamento in presenza di pannelli lisci invece la striscia perimetrale viene nastrata o ancorata con graffette, eventuali aperture di sbalzi, scale e assenze di soglie vanno chiuse con un assi di legno a sostegno della striscia comprimibile che deve essere continua per tutto il perimetro anche dietro la centralina dell'impianto in mancanza del foglio che copre il pannello del riscaldamento occorre riempire lo spazio tra il muro e il pannello per fare questo è consigliato chiudere con il poliuretano espanso evitando che lo stesso affiori sopra il piano del massetto, si può anche ovviare con altri materiali tipo malta preconfezionata o semplicemente con sabbia e cemento in questi casi bisogna però farlo 1 o al massimo 2 giorni prima per evitare che il cemento troppo secco assorba velocemente il massetto.
I Tubi dell'impianto di riscaldamento sono soggetti al galleggiamento se non fissati correttamente, in assenza di pannelli con bugne (sui pannelli lisci) i tubi vanno fissati non oltre i 50 cm di distanza.
La rete in fibre o metallica se necessaria va fissata al pannello e\o ai tubi non oltre i 50/70 cm, Il fissaggio deve essere ancora più fitto quando è previsto un getto con un massetto autolivellante a basso spessore questi richiedono una preparazione meticolosa.
I giunti di dilatazione dove previsti devono essere realizzati per tutto lo spessore del massetto tagliando in superficie anche il pavimento la loro posizione sugli impianti radianti è decisa dal progettista e fissati da chi realizza l'impianto, lo stesso vale per i giunti di frazionamento o per i giunti strutturali.

I collanti

Normalmente sul massetto autolivellante è applicabile ogni tipologia di colla per pavimenti in gres o ceramiche, evitando alti spessori sono comunque consigliati collanti ad adesione migliorata e con migliore elasticità contrassegnati dalla sigla c2tes1, sui pannelli radianti invece meglio con un adesivo classificato c2tes2 previa la stesura del primer dato in dotazione con il massetto, i pavimenti in legno prevedono invece una colla atossica o poliuretanica.

Il primer

Il Primer è un promotore di adesione e/o un limitatore di assorbimento, i massetti autolivellanti hanno un'assorbenza elevata e in fase di posa dei rivestimenti in gres o ceramici asciugano velocemente i collanti, stendere un primer per limitare questo fenomeno è una ulteriore accortezza, il rivestimento in legno invece ha una maggiore trazione e sollecita maggiormente lo strappo in questi casi è consigliato applicare sulla superficie del massetto un primer di tipo poliuretanico o simili a secondo del collante utilizzato.
Le migliori aziende produttrici di massetti autolivellanti forniscono il primer compreso nel costo del massetto, la sua stesura viene fatta con un rullo da pittore in tempi brevissimi.

Il ritiro igrometrico e la rete

Il ritiro dell'acqua dai materiali è un fenomeno naturale che comporta in tutti i massetti cavillature e rialzo negli angoli per ovviare a questo fenomeno nei massetti di tipo tradizionale e nei massetti autolivellanti cementizi viene inserita una rete metallica filo 2mm, nei massetti tradizionali può essere sostituita dalle fibre, i massetti in solfato di calcio invece sono quelli che soffrono meno questo fenomeno e quindi non necessitano di nessuna rete.

Comportamenti

Il massetto autolivellante è già calpestabile il giorno successivo alla posa ed è soggetto a carichi pesanti dopo tre giorni, come tutti i massetti durante la fase di lavorazione e di essiccazione nelle prime 24\48 ore va protetto da un'essiccazione troppo rapida e da temperature estreme, il gelo, il sole battente diretto, il vento e la pioggia, successivamente è consigliato areare i locali per favorire la fuoriuscita dell'umidità presente nell'ambiente, la ventilazione aiuta anche l'asciugamento del massetto. La chiusura delle aperture, delle porte e delle finestre dove non sono ancora state installate viene solitamente fatta con fogli di nylon fissati su telai removibili di legno o direttamente sui controtelai.
I tempi di asciugamento dei massetti autolivellanti in assenza di radiante sono in media di un centimetro a settimana ma dipendono dall'areazione più o meno intensa dei locali e dalle temperature esterne, dopo la realizzazione del massetto autolivellante bisogna fare attenzione a non versare grosse quantità di acqua si potrebbero aumentare i tempi di asciugamento, la posa dei rivestimenti deve avvenire a massetto asciutto, se è prevista la posa di materiali in legno incollati l'umidità residua deve essere sotto 0,2%, e deve essere verificata con un igrometro a carburo, se siamo invece in presenza di un'impianto radiante non si può mai fare a meno della fase di riscaldamento preliminare questa operazione è indispensabile con qualsiasi tipologia di massetto.

Posizionamento

Il Massetto autolivellante viene prodotto e fornito per la grande distribuzione sfuso in motrici o bilici per il posizionamento in cantiere si può procedere con stazioni mobili o in alternativa in silo già dotati di macchine impastatrici automatiche per le piccole lavorazioni o in cantieri dove non si accede con questi mezzi viene confezionato e fornito in sacchi, per i cantieri in centro o su strada viene spesso ricercata la fornitura con camion completi di macchina per il pompaggio e materiale incorporato, soluzione considerata più comoda perché senza permessi per l'occupazione del suolo pubblico in realtà la differenza di praticità tra il posizionamento del silo e un mezzo su ruote non è proprio completamente a favore di quest'ultimo, le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico e per la sicurezza sono identiche, l'area di cantiere è a favore del silo che occupa solo un area di 2,40x2,40 mt le autostazioni mobili hanno bisogno di un area minima equivalente a mt 11,00 x 2,40 entrambe sono removibili a fine lavoro. Le stazioni mobili arrivano in cantiere già complete di materiale ma bisogna fare attenzione perché qualcuno potrebbe fare il furbetto per limitare il dubbio chiedere sempre la bolla del fornitore per verificare la congruità del prodotto richiesto.

Problemi o errori

Sfatiamo gli stereotipi e l'accanimento ignorante: da oltre vent'anni tutte le maggiori aziende di prodotti per l'edilizia sfornano sempre in aumento ogni anno migliaia di tonnellate di autolivellanti nonostante questa continua crescita c'è ancora chi evidenzia gli errori di posa di qualche novello (magari fatti anche nel 900) come problemi universali, più avanti capiremo bene perché, i problemi più comuni del massetto autolivellante sono derivati da errori di posa identificati nella maggior parte dei casi in equivoci di applicazione o di miscelazione dati soprattutto da operatori di prima esperienza, molteplici problemi conseguono anche da prodotti meno ricchi creati da aziende di seconda o terza fascia che risparmiando sulle ricette tolgono qualità alle miscele ma dopo i diversi arrosti qualcosa sta cambiando anche per loro.
Negli ultimi anni si sta assistendo a un notevole incremento di richieste specifiche per i massetti autolivellanti tanto è vero che tutte le aziende produttrici di materiali per l'edilizia stanno ampliando i cataloghi di prodotti autolivellanti copiando ricette di altre aziende che in questo ultimo ventennio hanno investito nella ricerca ma oggi orientarsi nella scelta su quale massetto autolivellante è adatto per la nostre esigenze non è tanto semplice se non si ha almeno un minimo di conoscenza tecnica, le diverse tipologie di applicazioni, massetti su impianti di riscaldamento a pavimento, massetti radianti a basso spessore, livellamenti del piano, massetti in genere possono richiedere autolivellanti di diversa composizione, viaggiando poi qua e là su siti o portali si trovano informazioni sul massetto autolivellante imprecise che confondono ancora di più le idee, informazioni prese e messe insieme senza nozioni di base o di parte, siti che non hanno niente a che vedere con i massetti o nello specifico con i massetti autolivellanti e da incompetenti danno consigli errati o a proprio interesse, paventando norme interpretate a loro comodo anche in contraddizione con le loro stesse teorie alcuni di questi consigliano solo massetti premiscelati tradizionali di aziende che chissà come mai hanno nel loro listino anche i massetti autolivellanti, risulta evidente che screditano questi prodotti per non avere una mancata opportunità lavorativa in molti di questi portali si possono inserire i propri dati e ricevere più preventivi ma questi fanno solo da intermediari guadagnando sulle vostre richieste facendo ricadere altri costi sul prezzo finale, spesso le imprese iscritte a questi portali sono applicatori di poca esperienza, disperati in cerca di lavoro che magari non sono neanche specializzati in quel settore e che molto spesso sono causa dei molti problemi che diffamano questi massetti, diffidate quindi da tutti gli impostori.

Storia recente

I massetti autolivellanti nascono dall'esigenza di ricoprire gli impianti di riscaldamento a pavimento nei paesi nordici già negli anni 60, paesi che hanno sviluppato queste produzioni molti anni prima di noi per le naturali differenze climatiche per la necessità di ottimizzare il risparmio energetico ed eliminare tutti i problemi che i massetti tradizionali hanno dato e continuano a dare su questi impianti, miscelazione dei componenti, velocità di applicazione, ritiro ma quale è la scintilla che scatenato tutto?

Nel nostro paese come dicevamo il cambiamento delle normative per un miglioramento dell'efficienza energetica nel 2001 ha portato i maggiori produttori nell'ultimo ventennio a investire sempre più risorse sulla ricerca e lo sviluppo per il perfezionamento del massetto autolivellante con notevoli risultati di miglioramenti e vantaggi rispetto alla sua storia passata tanto è vero che il mercato Italiano del massetto autolivellante si sta allargando anche in assenza di questi impianti, ragionevolmente le imprese con il tempo hanno cominciato a fare i conti con la velocità di realizzazione e di semplificazione dei cantieri, riducendo oltre ai tempi, il costo, pareggiando e in molti casi migliorando la forbice di prezzo che distanziava un massetto autolivellante da un massetto tradizionale, trovare manodopera poi per la realizzazione di un massetto tradizionale è sempre più difficile ed ancor di più per quella specializzata e aggiornata per le nuove norme di sicurezza nei cantieri, i massetti autolivellanti di nuova generazione vanno a sostituire o meglio ad affiancarsi ai massetti tradizionali e a colmare anche queste mancanze.

I MIGLIORI MASSETTI AUTOLIVELLANTI

Questa classifica è stata stilata sui migliori prodotti di aziende di prima fascia, non sono stati presi in considerazione aziende di fasce inferiori con prodotti migliorabili.

1

MASSETTO AUTOLIVELLANTE FE80 KNAUF

2

MASSETTO AUTOLIVELLANTE FZ 180 BIO THERMAL

3

MASSETTO AUTOLIVELLANTE TRADIZIONALE TRIBON

4

MASSETTO AUTOLIVELLANTE SA500 FASSA BORTOLO

5

MASSETTO AUTOLIVELLANTE AR97 GRIGOLIN


Vedi anche:

I migliori massetti autolivellanti a basso spessore

Ideali per sistemi di riscaldamento a pavimento a spessore ridotto, per rasature e livellamenti del piano prima della posa dei pavimenti.

IL COSTO DEL MASSETTO

Nella fase in cui far realizzare un massetto a volte succede che ci si ritrovi in mano con più preventivi magari con una disparità notevole di costo e ci si chiede come mai questo sia possibile, spesso dando a pensare che il costo minore sia un lavoro fatto con prodotti o lavorazioni di minore qualità oppure quello dal costo più alto ci sta provando, tutto è possibile ma dobbiamo tenere conto che il costo viene determinato oltre che dalla struttura dell'azienda dai seguenti diversi fattori: l'organizzazione, il costo del prodotto, il potere di acquisto, la logistica, la grandezza del cantiere, la difficoltà di accesso al cantiere, lo spessore del massetto... vediamo nello specifico:
L'organizzazione e la professionalità di chi realizza queste opere e fa solo questo di mestiere è già di per sé una componente di buona flessione del prezzo rispetto ad un'impresa edile generica ma anche la struttura più o meno snella dell'azienda può fare la differenza.
Il subappalto dei lavori da un'azienda edile a specialisti del settore toglie alcuni impegni e qualche volta grattacapi al committente e anche questo ha un costo.
Il costo della materia prima: se escludiamo il massetto in sabbia e cemento (il più economico) tra le diverse marche di massetti tradizionali e autolivellanti la maggior parte di questi si equivalgono tranne i massetti a basso spessore che sono i più costosi.
Il potere di acquisto della materia: chi realizza tutti i giorni massetti e consuma molto materiale ha un prezzo migliore di acquisto ma bisogna valutare anche gli intermediari in molti casi i prodotti delle marche più note passano solo ed esclusivamente attraverso il magazzino edile per cui è inevitabile una cospicua aggiunta al costo finale.
I trasporti vanno ammortizzati nell'intervento e incidono naturalmente di più su cantieri di piccola entità, per i materiali sfusi in silo va considerata anche la distanza dalla zona di partenza di produzione di ogni marca, le più blasonate come Knauf e Fassa hanno un raggio d'azione ampio altre limitato intorno ad essa, tutte servono sul territorio nazionale con materiale sfuso in sacchetti su bancali trasportati su motrici con gru o telonati questi ultimi hanno un costo maggiore di acquisto e di lavorazione.
I prodotti sfusi in silo in zone accessibili con grandi mezzi semplificano la lavorazione e come dicevamo escludono i costi d'imballaggio e di movimentazione dei sacchi, sono realizzabili in zone variabili più o meno distanti dalla centrale di produzione di ogni singolo produttore, per evitare però costi aggiuntivi di trasporto in zone distanti, difficilmente accessibili o per i piccoli interventi sotto gli 80/90 mq risulta più conviene realizzare il massetto con prodotti sfusi in bancali.
La posizione del cantiere è un aspetto di non poca importanza per la valutazione del costo finale del nostro massetto, sarà sicuramente meno costoso se si trova in una zona facilmente accessibile e si arriva con grandi mezzi.
Lo spessore del massetto è un'altra naturale componente di maggiorazione del costo finito dell'opera l'incidenza in eccesso allo spessore minimo sufficiente è quasi solo del materiale, viene fatta eccezione per casi in cui lo spessore è molto alto e si lavora con materiale in sacco, in queste situazioni aumenta anche se di poco anche l'incidenza della posa in opera.
I metri quadrati da realizzare è una delle principali componenti che determinano il costo al mq di un massetto nel quale vanno ammortizzati i costi dei trasporti e dell'intervento.
In conclusione:
 tutti questi motivi come potete ben capire limitano molto la possibilità di realizzare un listino prezzi standard e la forbice di prezzo può essere molto ampia per piccole opere e\o difficilmente accessibili si possono creare impennate di prezzo anche superiori ai 40/50,00€ al mq in questi casi conviene affidare i lavori ad un artigiano di fiducia.