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Il Massetto Radiante

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3555-img_20210420_124856Massetto per riscaldamento a pavimento a basso spessoreMassetto radiante autolivellanteMassetto radiante tradizionale premiscelato

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massetto per riscaldamento a pavimento

Il Costo del massetto radiante

Il costo del massetto per il riscaldamento a pavimento si pone tra 15€ e 25€ al mq, cantieri di difficile accesso e spessori alti possono sforare da questa stima.  Verifica qui.

Il massetto autolivellante per il riscaldamento a pavimento costa tra 15€ e 25€ al mq, il massetto tradizionale premiscelato tra 19€ e 25€ al mq. Verifica qui.

I migliori prezzi

Questi prezzi medi possono subire impennate in funzione dei metri quadrati da realizzare, del tipo di prodotto, dello spessore e della difficoltà del cantiere per ricevere il prezzo adeguato alla tua situazione specifica componi il tuo preventivo senza impegno riceverai il miglior prezzo, servizio per imprese e privati.

Il Massetto Radiante

Il massetto per il riscaldamento a pavimento (detto anche massetto radiante) è lo strato di materiale che copre l'impianto riscaldante che si trova sotto il pavimento, lo si ritiene ideale quando garantisce un supporto stabile per la pavimentazione e una facile trasmissione del calore agli ambienti in conformità alla normativa UNI EN1264 per il risparmio di energia.

Vediamo che caratteristiche deve avere, quali sono i migliori massetti radianti e le differenze:

composizione liquida
composizione semi umida

Consistenza liquida

Consistenza semi umida

Le differenze

Nella fase di progettazione di un'impianto radiante con l'aiuto de nostro supporto tecnico proviamo a capire quali sono i parametri da prendere in considerazione e i migliori massetti adatti al riscaldamento a pavimento nel settore residenziale, sono diverse le tipologie di massetti adatti a questi impianti, differenziabili per:
- consistenza
Liquido l'autolivellante, semi-umido il massetto tradizionale premiscelato.
- spessore
Massetti a basso spessore detti anche "massetti a bassa inerzia termica" o massetti a spessore normale.
- proprietà legante
solfato di calcio anidrite o cemento.
In Italia i massetti in commercio con conducibilità termica elevata che soddisfano la normativa per il risparmio di energia (UNI-EN 1264) sono tutti di proprietà legante mista sia autolivellanti che tradizionali e contengono tutti questi leganti con percentuali diverse, il cemento è un materiale freddo e poco conducibile nei prodotti con alta conducibilità termica lo troviamo in percentuali bassissime, nell'edilizia residenziale questa normativa esclude dal riscaldamento a pavimento massetti ad alto spessore e il massetto tradizionale in sabbia e cemento (non certificato).

Quale scegliere

Per il riscaldamento a pavimento è consigliato scegliere i massetti di consistenza fluida autolivellante perché garantiscono prestazioni maggiori anche a spessori ridotti con risultati in opera più verosimili a quelli tabulati inoltre consentono di ridurre al minimo gli errori commessi da una manodopera non sempre specializzata.
Le schede tecniche dei prodotti derivano da test di laboratorio in cantiere i risultati possono differire anche di parecchio maggiormente se la compattazione del massetto dipende dall'operatore, nelle immagini sopra si nota la perfetta adesione al tubo di un massetto di consistenza liquida ma quanto incide questa differenza e quali altri vantaggi rilascia un massetto autolivellante?

Il massetto autolivellante

Il massetto autolivellante sul riscaldamento a pavimento permette risultati sicuri in opera sia di conducibilità termica che di resistenza a compressione soprattutto per applicazioni a bassi spessori, caratteristiche che aumentano la velocità di reazione del massetto facilitando il passaggio del calore con una notevole riduzione dei tempi per portare a regime la temperatura dell'impianto questo ci consente di accendere il riscaldamento solo quando serve, migliorando il comfort abitativo e l'efficientamento energetico con un'importante risparmio in bolletta.
La buona resistenza a compressione ottenuta da un'ottima auto compattazione premunisce la tenuta a medi e bassi spessori evitando che il massetto si rompa sotto la pressione di pesi elevati mentre l'ottimizzazione della parte legante e della curva granulometrica caratterizza il basso ritiro dopo l'evaporazione dell'acqua e limita le possibilità che si verifichino effetti di rialzo negli angoli, cretti, rotture (anche senza una rete di rinforzo), ammettendo aree continue senza giunti di dilatazione fino a 400mq  ovvero senza tagliare il pavimento tra le porte o peggio ancora in un salone, tale classificazione di massetto autolivellante, identificabile in massetto in solfato di calcio si contraddistingue anche per una veloce accensione iniziale (ciclo termico) e ci autorizza alla posa dei rivestimenti in tempi più ragionevoli, come ulteriore complemento l'autolivellante si posa in tempi rapidi e in totale sicurezza anche ai piani alti attraverso una vite polmone a bassa pressione.

La conducibilità termica

(λ, unità di misura: W/mk)
La conducibilità termica del massetto è un valore tabulato testato in laboratorio, viene indicata con il simbolo λ (lambda) e indica in watt per metro kelvin l’attitudine di un materiale a trasmettere il calore, minore è il valore di lambda e maggiormente isolante è il materiale, maggiore è il valore di lambda tanto più è un buon conduttore termico, esempio: se mettiamo a confronto due prodotti che a parità di spessore presentano rispettivamente valori di conducibilità termica di 1,40 e 1,90 W/mk, quello con migliori caratteristiche di trasmittanza termica sarà il secondo perché viene attraversato da un maggiore flusso velocizzando il trasferimento del calore verso l'ambiente, questo parametro va considerato in funzione dello spessore.

Lo spessore

lo spessore minimo del massetto per il riscaldamento a pavimento è di 5 millimetri sopra al tubo del radiante realizzabile con le livelline, 2,5 cm è il minimo per il massetto autolivellante.
In conformità alla normativa Italiana UNI EN 1264 per il residenziale Il massetto per il riscaldamento a pavimento deve essere di spessore ridotto per ottimizzare il risparmio di energia, questa indica che lo spessore minimo deve essere di 3cm ma rimanda alla normativa europea delegando i produttori per spessori minori. Dal 2001 in Italia il cambio di rotta e delle normative per l'efficienza energetica hanno portato a limitare lo spessore del massetto che copre gli impianti di riscaldamento a pavimento nel residenziale, spessori alti comportano oltre ad un aggravio di costo in fase di realizzazione anche a un dispendio di energia, massetti ad alto spessore su impianti ad alta inerzia termica sono consentiti solo in locali con destinazione d'uso a traffico pesante o carrabile, ospedali, industria, capannoni. Attenzione, lo spessore minimo applicabile del massetto indicato dal produttore non vuol dire che deve essere lo spessore da realizzare o da progettare, stare risicati sul filo del millimetro non è mai una buona pratica, il fondo non perfetto o la stesura degli impianti non impeccabile possono facilmente far sforare dal minimo consentito.

Il massetto a bassa inerzia termica

Il massetto a bassa inerzia termica è un massetto a basso spessore incluso in un sistema di riscaldamento a pavimento contenuto in pochissimi centimetri che facilita il passaggio del calore prodotto dall'impianto, progettato e creato per raggiungere e modificare la temperatura ideale dell'ambiente in tempi rapidi è realizzabile con massetti a spessore ridotto spesso denominate livelline.
Un sistema radiante di questo genere prevede una livellina inglobata in un'impianto di riscaldamento a pavimento con pannelli a bugne cave, tridimensionali e\o tubi di dimensioni ridotte con applicazioni minime a partire da 2,5 cm in ancoraggio alla soletta e da 3 cm operando come massetto flottante, consideriamo che per questa tipologia di massetti la qualità del prodotto è e deve essere oltremodo indiscutibile infatti non esiste concorrenza di massetti tradizionali tantomeno a basso costo e non a caso sono creati da aziende leader del settore, a questi spessori e su questi impianti gli unici massetti che garantiscono risultati di tenuta che non dipendono dall'applicatore sono solo i massetti di consistenza liquida, gli autolivellanti.

preparazione piano di posa

Preparazione del piano di posa

Nelle foto sopra potete vedere come viene realizzato un piano di posa a regola d'arte, spesso gli installatori di impianti di riscaldamento a pavimento per velocizzare approssimano il proprio lavoro e poi sconsigliano il massetto autolivellante. Realizzare un massetto autolivellante sul riscaldamento a pavimento non comporta nessuna problematica, la cattiva preparazione è perfettamente visibile e in fase di realizzazione i posatori possono intimare la sistemazione, ulteriori info sul massetto autolivellante.

la fascia perimetrale

Quando manca lo spessore

Può capitare in situazioni particolari o nelle ristrutturazioni di installare un impianto di riscaldamento a pavimento ma ci manca lo spessore, rispettare l'abitabilità o non rialzare il piano finito sono le cause principali in questi casi spesso si decide di passare gli impianti tecnici nel perimetro ammesso che sopra ci sia sempre lo spessore minimo per il massetto, nella foto vedete come va fatta la preparazione, il foglio di nylon deve essere sempre allungato fino al pannello.

i giunti

I giunti

I giunti di dilatazione per pavimenti riscaldati sono tagli netti per tutto lo spessore del massetto servono ad assorbire l'aumento dimensionale del massetto prodotto dal calore dell'impianto radiante e a limitare i cretti dovuti al ritiro del materiale, molto spesso succede che chi realizza un massetto di tipo tradizionale per comodità e/o come si legge anche in alcuni siti di tecnici improvvisati che compaiono anche in cima alla lista di ricerca web di confondere i giunti di dilatazione con i tagli a mezzo spessore che si chiamano giunti di frazionamento per altri utilizzi, realizzare giunti a mezzo spessore su un'impianto radiante può comportare gravi danni al pavimento difficilmente riparabili.
I giunti di dilatazione (dove previsti) vanno riportati anche nel pavimento sezionandolo e riempiendo il vuoto con materiale comprimibile, la loro posizione viene decisa solo dal progettista, nei massetti di tipo tradizionale i giunti vanno realizzati ogni 30 metri quadri quelli che prevedono grandi aree sul riscaldamento a pavimento senza giunti sono i massetti a base di solfato di calcio, fino a 400mq.

La rete

La rete di armamento serve a ridurre i micro cretti dovuti dal ritiro dell'acqua dal massetto, un fenomeno naturale inevitabile ma riducibile, in presenza di un'impianto di riscaldamento a pavimento i supporti meccanici anti ritiro sono consigliati per tutti i massetti tradizionali di tipo terra umida e per i massetti autolivellanti a base cementizia, i massetti autolivellanti in solfato di calcio non necessitano di questo ausilio, in previsione di getto di un massetto autolivellante la rete di armamento va ancorata all'impianto contro il galleggiamento, nei massetti in sabbia e cemento o di tipo terra umida può essere sostituita dalle fibre, anche se alcuni massetti non prevedono l'uso della rete il suo inserimento è comunque una ulteriore sicurezza e un volano termico se di natura metallica, nei massetti autolivellanti si consiglia una rete spessore filo 6mm che non necessita di ancoraggio.

La messa in pressione

Prima della posa di ogni massetto, sul riscaldamento a pavimento è obbligatoria la messa in pressione dell'impianto, l'operazione viene eseguita con l'inserimento di acqua o aria ad una pressione maggiore di quella di esercizio questo serve per verificare eventuali perdite ma soprattutto per le prossime dilatazioni. L'impianto viene messo in pressione e i tubi si dilatano, a massetto maturo viene tolta la pressione e il tubo si riduce alle dimensioni iniziali quel micro spazio che si crea tra il tubo ed il massetto servirà per contenere la futura dilatazione all'accensione del riscaldamento.

Tempi di posa dei rivestimenti

L'asciugatura del massetto (di qualsiasi composizione o natura) sul riscaldamento a pavimento deve seguire il suo naturale decorso, deve essere completo prima della posa di ogni rivestimento, sui massetti cementizi il pavimento si posa dopo minimo 38 giorni dalla loro realizzazione, dopo minimo 23 giorni per i massetti in solfato di calcio o anidrite e comunque con un'umidità residua intorno al 2% per i pavimenti gres e ceramiche, i rivestimenti in legno richiedono un'umidità residua inferiore a 0,2%, sempre dopo aver effettuato il ciclo termico.

Il ciclo termico

L'avviamento iniziale del riscaldamento a pavimento detto ciclo termico o più comunemente chiamato shock termico è obbligatorio su tutti gli impianti di riscaldamento a pavimento, lo prevede la normativa europea UNI EN 1264, l’operazione di avviamento dovrà avvenire trascorso il tempo di asciugatura dello strato di supporto ovvero per i massetti in solfato di calcio inizio a 7 giorni dalla posa per i massetti a base cementizia 21 giorni. La durata del ciclo termico è di 15 giorni (vedi schema sopra), tutta la procedura deve essere documentata. Lo shock termico con temperature più alte di quelle a regime serve principalmente a verificare le tensioni del massetto ed evitare eventuali ritiri dopo la posa dei rivestimenti, ritiri che con fortissime probabilità provocherebbero il distaccamento del pavimento in legno, ceramica, gres... anche a causa della risalita dell'umidità residua. Dopo il ciclo termico in caso si dovessero verificare cretti dovuti ad un'errata progettazione dei giunti di dilatazione o per asciugamenti troppo rapidi dovuti alle condizioni climatiche, nei casi meno rilevanti si può rimediare riempiendo le fessure con prodotti specifici. Ma come fare se non è ancora stata installata la caldaia per poter realizzare un ciclo di preaccensione?
Se l'impiantista è sprovvisto della caldaia scalda masseto da cantiere la può noleggiare permettendo di accorciare i tempi di messa in esercizio.

Quale pavimento

Sopra un riscaldamento a pavimento è generalmente possibile posare qualsiasi tipo di pavimentazione ma andrebbero rispettati alcuni requisiti fondamentali per garantire un'elevata efficienza nel sistema, bisognerebbe innanzitutto conoscere anticipatamente la resistenza termica complessiva della pavimentazione comprensiva dello strato di supporto, la somma dei due non dovrebbe superare il valore di 0,15 mK/W, secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 1264 e UNI EN ISO 11855, un valore più alto comporterebbe la necessità di aumentare la temperatura di mandata dell'acqua. La resistenza dipende dallo spessore e dalla conducibilità termica del pavimento in aggiunta bisogna considerare che la temperatura superficiale del pavimento deve rispettare i seguenti limiti precisi: non deve superare i 29°C nelle aree di soggiorno i 35°C nelle zone perimetrali entro un metro dalle pareti disperdenti e i 33°C nei bagni, prima di posare il rivestimento è responsabilità dell’installatore accertare l’idoneità del massetto in base alla normativa UNI EN ISO 11855, conservando e installando i materiali nel rispetto delle istruzioni e delle specifiche tecniche fornite dal produttore.

I collanti

Su tutti i massetti radianti i collanti da usare per i pavimenti in gres o simili devono avere caratteristiche di deformazione elevata contrassegnati dalla sigla C.2.T.ES.2. La posa del pavimento deve avvenire solo dopo avere effettuato il ciclo termico e comunque a massetto asciutto. Sul massetto autolivellante prima di questa operazione è consigliata la stesura di un primer per limitare il veloce assorbimento dei collanti che devono essere applicati in spessori minimi.

Quale sottofondo

Prima della posa dell'impianto radiante sotto i pannelli del riscaldamento a pavimento per riportare il piano e coprire gli impianti tecnici è opportuno stendere un massetto o un sottofondo meglio se questo possiede proprietà isolanti termiche, (vedi il cemento cellulare alleggerito), se è previsto un'impianto radiante a bassa inerzia termica con spessori al limite minimo da scheda tecnica si consiglia un pre-massetto perfettamente planare di tipo autolivellante.

i pannelli radianti

I pannelli radianti

Non esiste un pannello universale per ogni situazione specifica si potrà scegliere il più adatto alle proprie esigenze, esistono poi varie scuole di pensiero sui pannelli radianti con bugne o senza, alcuni consigliano il pannello liscio per permettere al massetto di inglobare perfettamente il tubo evitando i contatti dei cosiddetti funghetti altri invece considerano questo aspetto poco rilevante in quanto con i massetti autolivellanti l'inglobamento è perfetto, il contatto con i funghi non porta alcuna dispersione perché sono di materiale isolante anzi la loro presenza diminuisce la massa da riscaldare, tra i migliori marchi di pannelli per impianti di riscaldamento a pavimento in Italia si distinguono Uponor, Eurotherm, Emmeti, Rehau, Viessmann.

Risparmiare sul massetto radiante

Vediamo perché non conviene risparmiare qualche euro su questa struttura: come abbiamo già detto realizzare un massetto radiante di tipo tradizionale in sabbia e cemento su questi impianti oggi non è più possibile si infrange la normativa, se si opta per il massetto di tipo tradizionale meglio con quelli preconfezionati, facciamo un esempio: il prezzo minimo per un sacco da 25 kg di massetto preconfezionato di bassa qualità al magazzino edile è di circa 2,80€ quindi per realizzare il nostro massetto in spessori minimi ci servono circa 11,20€ di materiale oltre la rete anti ritiro o le fibre che hanno un costo medio di € 1,50 al mq, aggiungiamo il costo per la posa che per opere non troppo piccole e in cantieri facilmente accessibili varia in media da minimo 8 fino a 12 euro al mq e otteniamo un prezzo minimo di €20,70 al metro quadro, considerato le prestazioni di questi prodotti risparmiare qualche euro in fase di realizzazione per poi spenderli in pochi mesi nel maggior consumo di energia conviene? Se paragoniamo questi prodotti con uno dalle prestazioni elevate di consistenza autolivellante il costo del materiale spesso si equivale, la differenza la fanno il costo della posa e i tempi di realizzazione, facciamo un esempio: per realizzare un massetto autolivellante in un appartamento di 150\250 mq occorre un quinto della manodopera in 4\5 ore di lavoro di cui la maggior parte sono di preparazione, vanno però sempre ammortizzati i costi fissi di uscita sia per l'uno che per l'altro per cui diciamo che da una certa quantità di metri quadri a salire in termini di costo conviene sempre un massetto di tipo autolivellante indipendentemente dal risparmio di energia

Quanto prodotto serve

Abbiamo visto che comprare il materiale per conto proprio e far realizzare il massetto non è consigliato ma se proprio vogliamo acquistare in autonomia un massetto per sapere quanto prodotto ci serve innanzitutto dobbiamo sapere quanto pesa il massetto che vogliamo adoperare e a quanti centimetri sopra il tubo si può applicare, facciamo un esempio: se il massetto si applica ad un minimo di 3 cm sopra l'impianto e ha una resa di 20 kilogrammi per cm al mq ci servono 100 kilogrammi al metro quadro, dobbiamo togliere però la componente tubi 5kg al mq e se sono presenti i funghetti, altri 5 kg al mq in totale saranno 90 kg al mq. Questi calcoli sono teorici, difficilmente in opera si trova una precisione tale da rientrare nei conteggi per cui è consigliabile stare più larghi.

Quanto occupa il riscaldamento a pavimento

L'impianto di riscaldamento a pavimento compreso il massetto occupa uno spessore che va da un minimo di 2cm per quelli ridotti e da un minimo di 4,5 cm dovete aggiungere poi lo spessore del pavimento. Se avete poco spessore a disposizione per realizzare un'impianto di riscaldamento ci sono i pannelli radianti a spessore ridotto ideati per impianti contenuti a partire da soli 2 centimetri compreso il massetto, pannelli forati, a bugne cave, pannelli lisci con tubi applicati a strappo, ideali per le ristrutturazioni ma anche per realizzare impianti a bassa inerzia termica nelle nuove costruzioni tra i pannelli radianti più richiesti a spessore ridotto ci sono: Minitec di Uponor, Tece, Rehau Speed, Neotermic 23mm, Ecofloor Tech con tre diverse misure da 20 a 35 millimetri, pannelli in grado di ricevere massetti autolivellanti a partire da solo 0,5 cm sopra il tubo dell'impianto.

I massetti alleggeriti sul radiante

I massetti alleggeriti con aggregati leggeri non sono adatti per l'impianto di di riscaldamento a pavimento perché di natura isolante, i massetti più leggeri adatti a questi impianti sono i massetti autolivellanti, molti hanno un peso di 18 kg al centimetro per mq, se vogliamo spingerci oltre a 16 kg per cm al mq troviamo il massetto autolivellante leggero con un compromesso tra peso e conducibilità termica 1,3 wm.k.

I problemi più comuni

I problemi più comuni del massetto sul riscaldamento a pavimento sono derivanti da errori di posa quali:
- Scarsa compattazione
- Errata miscelazione
- Tempi lunghi di applicazione
spesso uniti anche da una cattiva stesura dell'impianto o ad un'errata realizzazione dei giunti.
I massetti sui pavimenti radianti devono essere forniti e realizzati dalla stessa azienda pena lo scarico di responsabilità in caso di problematiche diverse, molto spesso la committenza compra il materiale e poi chiama dei posatori per la realizzazione del massetto è tutto fattibile ma chi garantisce l'opera finita? Quando ci sono contestazioni la colpa è sempre dei posatori, la domanda rompicapo è: se i progettisti a parità di prestazioni da scheda tecnica consigliano e spesso obbligano il cliente ad un preconfezionato di tipo terra umida perché poi delegano la responsabilità ai posatori per garantire le prestazioni tabulate? Chi non ha legami particolari con aziende produttrici o progettisti e si assume la piena responsabilità nel garantire i dati tabulati attraverso la fornitura compreso la posa, sugli impianti di riscaldamento a pavimento consiglia i massetti autolivellanti, perché consapevoli che i risultati da scheda tecnica in opera non dipendono dall'applicatore.

I consigli fuorvianti

Su siti, portali e blog si presentano spesso notizie vere mischiate a fake news sul massetto per il riscaldamento a pavimento, molto spesso contraddittorie con se stessi, soppesare la verità per i non addetti del settore non è tanto semplice, giudizi di complottisti, consigli di parte per contrapposizione commerciale o per incompetenza si elargiscono a manca e a dritta, vediamo alcune imprecisioni:
- I massetti a basso spessore non sono normati:
La UNI-EN 1264 per i prodotti non normati in Italia rimanda alle norme Europee e delega i produttori che devono far testare e certificare da istituti esterni accreditati.
- Il massetto autolivellante va bene solo ai piani alti:
Questa si commenta da sola.
- Giunti di frazionamento sul radiante:
Sul riscaldamento a pavimento si eseguono i giunti di dilatazione.
- Massetto con cementi speciali:
Il cemento "speciale" si chiama solfato di calcio o anidrite.
- Il massetto tradizionale additivato:
Scadenti; si parla ancora di massetti tradizionali con additivo.
La uni en è chiara eppure non basta, la libera interpretazione accende la fantasia di molti operatori tradizionalisti che non hanno mai accettato l'accrescimento del settore con l'arrivo dei massetti autolivellanti nel mercato Italiano dove fino a qualche anno fa si realizzavano massetti sul riscaldamento a pavimento solo con la sabbia e il cemento, tutti i produttori di questi impianti non a caso fornivano il fluidificante per rendere questi massetti più morbidi e adattabili al tubo per diminuire la presenza delle camere d'aria e aumentare la resistenza a compressione con l'aumento di questi impianti e l'aggiornamento delle normative già dai primi anni 2000 il mercato italiano si è adeguato creando prodotti più specifici prendendo spunto dal nord Europa, paesi che per una maggiore necessità dovuta alla diversità climatica hanno sviluppato questi impianti e i massetti più adeguati prima di noi, a partire già dagli anni 50, risulta evidente che screditano per paura di una mancata opportunità di lavoro.