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Il Massetto per Riscaldamento a Pavimento

- I Migliori massetti per riscaldamento a pavimento

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I Migliori massetti per impianto radiante a basso spessore

- Risposte alle domande più importanti

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Servizio: per imprese e privati
Zone operative: centro-nord
Il costo al mq del massetto specifico per riscaldamento a pavimento varia in funzione dello spessore e dei metri quadri da realizzare, da 15,00€ al metro quadro per lo spessore ideale, verifica nella pagina Prezzi Massetti oppure contattaci.


Quale massetto massetto per riscaldamento a pavimento
Il massetto per riscaldamento\raffrescamento con impianto pavimento è la vera efficienza energetica di un impianto radiante, qui trovi tutte le informazioni e i prezzi dei migliori massetti adatti a questi impianti.
Prima di vedere i migliori massetti per riscaldamento a pavimento, autolivellanti e tradizionali a medio spessore e dei migliori massetti per impianto di riscaldamento a pavimento a basso spessore vediamo i principali fattori presi in considerazione adeguati a queste tipologie di impianti, successivamente trovi tutte le risposte più importanti e l'approfondimento sul tema.

Principali fattori presi in considerazione per stilare questa classifica

Velocità del massetto a riscaldarsi e a rilasciare il calore.
Resistenza a compressione che garantisce la tenuta del massetto a medi e bassi spessori ad evitare che il massetto radiante si rompa sotto la pressione di pesi elevati.
Ritiro del massetto ovvero la possibilità che questi massetti con il ritiro dell'acqua possano creare effetti di rialzo negli angoli, cretti, rotture con e senza rete di rinforzo.
Giunti di dilatazione, possibilità di non realizzare i giunti di dilatazione in aree medio-piccole.
Ciclo termico, tempi per l'accensione obbligatoria iniziale dell'impianto prima della posa dei rivestimenti.
Consistenza del materiale, se il massetto non è abbastanza fluido la compattezza e la conducibilità termica non sono garantite, si formano camere d'aria intorno ai tubi e questo va a incidere sui veri risultati poi rilevati in opera oltre che per la velocità di realizzazione del manufatto.
Ricchezza della parte legante del prodotto e della curva granulometrica...

N.B: in questa classifica non sono stati considerati alcuni massetti anche di media qualità ma poco conosciuti e limitati a piccole zone di commercializzazione, ci sono poi in circolazione piccoli autoproduttori di massetti tradizionali di tipo terra umida con coefficienti di conducibilità termica anche superiori a λ 2 W/m.K non certificati o con certificazioni obsolete, risultati che chissà come mai i grandi produttori anche multinazionali non riescono a raggiungere.



Il miglior massetto radiante per riscaldamento a pavimento a medio spessore considerato tutti i fattori principali necessari a questo tipo di impianto è il

1) Massetto autolivellante knauf FE80 Termico.
Pregi:
Si lavora facile e veloce
è un prodotto molto fluido e compatto
con percentuale di leganti elevata.
Calpestabile il giorno successivo alla posa,
con la miglior conducibilità termica rilevata in opera λ 1,90 W/m.K.
Resistenza a compressione 30 N/mm 2
Non necessita di carteggiatura e rete, è un massetto a bassissimo ritiro.
Giunti di dilatazione solo su grandi superfici.
Usa una tecnologia silo con ruota a celle e macchinari di ultima generazione per una miscelazione omogenea
ed è il massetto più venduto ed il più richiesto, le sue prestazioni sono le migliori oggi sul mercato considerati tutti i fattori principali, inizio ciclo termico a 7 giorni dalla posa.
Azienda produttrice multinazionale tedesca molto nota con una logistica di trasporti in sacchi molto ampia copre quasi tutto il territorio nazionale, presente con questi massetti nel nord Europa già dagli anni 60.

Difetti:
Logistica: prodotto sfuso in silo limitato al centro nord.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

2) Massetto autolivellante BIO THERM FZ180 Ferri
Pregi:
E' il massetto più simile all' FE80 Knauf con caratteristiche da scheda tecnica molto simili si potrebbe dire quasi un clone.

Difetti:
Usa una tecnologia silo senza ruota a celle con miscelazione non perfetta.
Zona di commercializzazione limitata ad una parte del nord Italia.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

3) Massetto autolivellante knauf FE50 Tecnico
Pregi:
E' il massetto figlio dell' FE 80 knauf con una leggera flessione della conducibilità termica λ 1,60 W/m.K
e della resistenza a compressione 25 N/mm 2.

Difetti:
Logistica: prodotto sfuso in silo limitato al centro nord.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

4)  Massetto Topcem Pronto Mapei

Pregi:
L'ultimo a comparire, finalmente arriva anche Mapei con la nuova formulazione adatta al riscaldamento a pavimento.
Spessore da 3 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.
Conducibilità termica: λ2.00 W/m.K
Resistenza a compressione 30 N/mm 2
Logistica ottima, passa attraverso tutti i magazzini edili.

Difetti:
Fornito solo in sacchi.
Massetto di tipo tradizionale non fluido, lascia molte camere d'aria.
Conducibilità termica rilevata in opera (dipende molto dall'applicazione).
Compattezza media, uso molto professionale.
Ritiro non al top.
Lavorazione lenta occorrono molte persone esperte per una buona e veloce riuscita dell'opera.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Asciugamento medio (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI EN 1264).

5) Massetto mix paris 2.0 Leca Laterlite

Pregi:
E' uno dei massetti più richiesti insieme al massetto knauf fe80 caratteristiche tecniche da scheda tecnica tra le migliori.
Spessore da 3 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.
Conducibilità termica: λ2.02 W/m.K
Resistenza a compressione 25 N/mm 2
Logistica ottima, passa attraverso tutti i magazzini edili.

Difetti:
Fornito solo in sacchi.
Massetto di tipo tradizionale non fluido, lascia molte camere d'aria.
Conducibilità termica rilevata in opera (dipende molto dall'applicazione).
Compattezza media, uso molto professionale.
Ritiro non al top.
Lavorazione lenta occorrono molte persone esperte per una buona e veloce riuscita dell'opera.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Asciugamento medio (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI EN 1264).

6) Massetto Weber-plan mr81 Metal

Pregi:
Massetto molto simile al massettomix paris Leca.
Conducibilità termica: λ 2.0 W/m.K
Resistenza a compressione 25 N/mm 2
Spessore da 3 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.
Logistica ottima, passa attraverso tutti i magazzini edili.

Difetti:
Fornito solo in sacchi.
Massetto di tipo tradizionale non fluido, lascia molte camere d'aria.
Conducibilità termica rilevata in opera (dipende molto dall'applicazione).
Compattezza media, uso molto professionale.
Lavorazione lenta occorrono molte persone esperte per una buona e veloce riuscita dell'opera.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Asciugamento medio (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).


7) Massetto Autolivellante SA500 Fassa Bortolo
Pregi:
Prodotto fluido e compatto
Lavorazione veloce.
Calpestabile giorno successivo.
Conducibilità termica: λ 1,41 W/m.K
Resistenza a compressione 20 N/mm 2
Prodotto di qualità, uno dei primi in Italia.
azienda molto nota con una logistica presente su quasi tutto il territorio nazionale.

Difetti:
Ritiro maggiore rispetto agli altri, consigliata una rete di armatura.
 Percentuale di leganti non tra le migliori.
Tecnologia silo senza ruota a celle miscelazione non perfetta.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

8) Massetto Autolivellante AR97 Grigolin
Pregi:
Prodotto fluido e compatto.
Lavorazione veloce.
Conducibilità termica: λ 1,40 W/m.K
Resistenza a compressione 20 N/mm 2

Difetti:
azienda con una logistica limitata al nord.
Ritiro maggiore rispetto agli altri, consigliata una rete di armatura.
Percentuale di leganti non tra le migliori.
Tecnologia silo senza ruota a celle miscelazione non perfetta.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).


I Migliori massetti per impianto radiante a basso spessore
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Un modo di riscaldare sempre più in crescita è il sistema radiante a basso spessore, conosciuto anche come impianto di riscaldamento ribassato o sistema di riscaldamento a bassa inerzia termica ovvero un sistema di riscaldamento a pavimento contenuto in pochi millimetri progettato e creato per raggiungere e modificare la temperatura ideale dell'ambiente in tempi rapidi. Con questa tipologia di impianti e massetti a basso spessore si ottiene un maggior comfort una risparmio di tempo per i cambi di temperatura e per arrivare a regime con un risparmio di energia consumata fino al 90% in pratica se per cambi di temperatura un massetto tradizionale impiega più di 3 ore con questi massetti bastano 20 minuti.  Sono molte le componenti che portano ad un sistema radiante efficiente di questo genere una fetta importante di questa efficienza è data dal massetto a basso spessore detto anche massetto a bassa inerzia termica, considerato che per questa tipologia di massetti su impianti di riscaldamento ribassati la qualità del prodotto è e deve essere oltremodo indiscutibile infatti non esiste concorrenza a basso costo per questi prodotti e non a caso sono creati da aziende leader del settore. A questi spessori e su questi impianti gli unici massetti che garantiscono tenuta e prestazioni sono solo i massetti di consistenza fluido autolivellante.

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Il miglior massetto a basso spessore per impianto di riscaldamento a pavimento ribassato è sicuramente il massetto

1) Autolivellina NE499 Knauf
Pregi:
Prodotto molto fluido e compatto.
Percentuale di leganti molto elevata.
Resistenza a compressione 30 N/mm 2
Bassissimo spessore da 0,5 cm sopra il tubo dell' impianto radiante.
Inizio ciclo termico a 7 giorni dalla posa.
Azienda produttrice multinazionale tedesca molto nota, distribuzione prodotto su quasi tutto il territorio nazionale.

Difetti:
Disponibile solo in sacchi.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

2) Autolivellina NE425 Knauf
Pregi:
Prodotto molto fluido e compatto.
Percentuale di leganti molto elevata.
Resistenza a compressione 30 N/mm 2
Basso spessore da 1 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.
Prodotto disponibile anche sfuso in silo.
Inizio ciclo termico a 7 giorni dalla posa.
Azienda produttrice multinazionale tedesca molto nota, distribuzione prodotto su quasi tutto il territorio nazionale.

Difetti:
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

Prodotto molto simile (quasi un clone) è il Ferrimix F 425 unica differenza che non viene fornito sfuso in silo ma solo in sacchi in una zona limitata al nord Italia.


3) Massetto Paris slim Leca Laterlite
Pregi:
Prodotto molto fluido e compatto.
Resistenza a compressione 25 N/mm 2
Bassissimo spessore da 0,5 cm sopra il tubo dell'impianto radiante.
Azienda produttrice molto nota, distribuzione prodotto su tutto il territorio nazionale
passa attraverso tutti i magazzini edili.

Difetti:
Disponibile solo in sacchi.
Prodotto meno ricco e più delicato dei precedenti.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).

4) Mapei Novoplan maxi
Pregi:
Prodotto molto fluido e compatto.
Percentuale di leganti elevata.
Resistenza a compressione 22 N/mm 2
Basso spessore, cm sopra il tubo dell' impianto radiante non specificato
Spessore minimo massetto 3 cm.
Inizio ciclo termico a 21 giorni dalla posa.
Distribuzione prodotto su tutto il territorio nazionale.

Difetti:
Giunti di frazionamento ogni 20\25 mq
Disponibile solo in sacchi.
Asciugamento medio-basso (in assenza del ciclo termico previsto dalla normativa UNI E N 1264).


Risparmiare sul massetto per riscaldamento a pavimento

Realizzare un massetto radiante di tipo tradizionale in sabbia e cemento su questi impianti è possibile tuttavia la qualità della sabbia, la non perfetta miscelazione garantita e le caratteristiche tecniche non certificate inducono ad escludere questa soluzione, se si opta per il massetto di tipo tradizionale meglio con quelli premiscelati.
Facciamo un esempio: il prezzo medio di un sacco da 25 kg di massetto premiscelato di mediocre qualità al magazzino edile è di circa 2,30€ quindi per realizzare il nostro massetto in spessori minimi ci servono circa 8,30€ di materiale oltre la rete anti ritiro che ha un costo medio di € 1,50 al mq, aggiungiamo il costo per la posa che varia in media da 7 a 12 euro al mq (in funzione della quantità e delle zone) e otteniamo un prezzo medio minimo di € 16,80 al metro quadro, escluso fluidificante, considerato le prestazioni di questi prodotti risparmiare qualche euro in fase di realizzazione per poi spenderli in pochi mesi nel maggior consumo di energia conviene?
Se paragoniamo questi prodotti con uno dalle prestazioni elevate di consistenza autolivellante il costo del materiale spesso si equivale, la differenza la fa il prezzo della posa e i tempi di realizzazione, realizzare un massetto autolivellante in un appartamento di 150\250 mq occorrono 4\5 ore di lavoro di cui la maggior parte sono di preparazione, servono solo 1\2 ore di getto con la differenza di una totale sicurezza in quanto si pompa con una vite a polmone a bassa pressione, diversamente per un massetto di tipo tradizionale semi umido occorre il doppio del tempo e viene pompato con pompe a 3 bar di pressione con tubi che sbattono molto più pericolosi.

Risposte Alle Domande Più Importanti


Come devo isolare il sottofondo
Per risparmiare energia e costi è di fondamentale importanza la coibentazione dei locali, soffitti, pareti e infissi.
Non sottovalutiamo però l'aspetto che ci interessa direttamente ovvero l'isolamento del fondo su cui poggia l'impianto, l'isolamento del fondo deve essere adeguato al tipo di solaio e alla sua posizione per evitare dispersioni di calore, un locale a contatto con l'esterno ad esempio ha bisogno di molta più coibentazione rispetto ad un'interpiano tra locali riscaldati. Il pannello che alloggia questi impianti andrebbe messo dunque di spessore adeguato e supportato nei casi più estremi da un eventuale ulteriore pannello isolante. In situazioni con spessori molto alti, con fondo molto irregolare o per coprire gli impianti tecnici fino alla quota del pannello radiante è consigliato realizzare un massetto alleggerito meglio se isolante termico.
vedi: Cemento Cellulare Foamcem

La Barriera Vapore
Una pratica poco diffusa è la posa di una barriera vapore sotto il pannello del riscaldamento a pavimento ma perché e quando metterla? Si parla molto di asciugamento del massetto di ciclo termico e di tempi per la posa in opera dei rivestimenti, di misurazione dell'umidità residua del massetto con igrometro a carburo (soprattutto per la successiva posa del legno), ma chi ci garantisce che queste misurazioni poi siano stabili nel tempo? Qui entra in gioco la barriera vapore, quando siamo su piani rialzati non a contatto diretto col terreno non servirebbe ma cosa abbiamo fatto prima di posare i pannelli radianti? Magari per riportare il piano abbiamo realizzato un sottofondo alleggerito con un materiale poroso che fa' fatica a perdere l'umidità residua e magari abbiamo anche fretta di ultimare i lavori. Il consiglio in questi casi è sempre quello di lasciare il tempo di asciugamento necessario al sottofondo per velocizzare è sempre consigliato inserirla, valutare i tempi di riposo e gli spessori del sottofondo e se serve inserire anche un doppio strato.

Quali pannelli radianti per riscaldamento a pavimento
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Tra le migliori marche di pannelli per impianti di riscaldamento a pavimento in Italia ci sono Uponor, Eurotherm, Emmeti, Rehau, Viessmann... ci sono varie scuole di pensiero per i pannelli dell'impianto, alcuni consigliano il pannello liscio per permettere al massetto di inglobare perfettamente il tubo evitando i contatti dei cosiddetti funghetti altri invece considerano questo aspetto poco rilevante in quanto con i massetti autolivellanti l'inglobamento è perfetto, il contatto con i funghi non porta alcuna dispersione perché sono di materiale isolante anzi la loro presenza diminuisce la massa da riscaldare.

Pannelli radianti a basso spessore

Se avete poco spessore a disposizione la nuova frontiera sono i pannelli radianti a basso spessore contenuti in pochi millimetri, a partire da soli 1,5 centimetri di spessore compreso il massetto autolivellante, tra i pannelli più conosciti ci sono: Minitec di Uponor, Rehau Speed, Neotermic 23mm, Ecofloor Tech con tre diverse misure da 20 a 35 millimetri, pannelli in grado di ricevere massetti autolivellanti a partire da solo 0,5 cm sopra il tubo dell'impianto, forati, adesivi e non, pannelli lisci con tubi applicati a strappo..., ideali per le ristrutturazioni ma non solo per realizzare impianti a bassa inerzia termica anche nelle nuove costruzioni.

Quale deve essere lo spessore del massetto

Lo spessore del massetto per riscaldamento a pavimento sopra il tubo del pannello radiante è molto importante per il risparmio energetico in quanto permette all'impianto di raggiungere le sue temperature in minor tempo. Per chi accende il pannello radiante solo alcune ore al giorno, oltre alla velocità e al comfort, vuol dire risparmiare energia e soldini. I migliori massetti sul mercato oggi con una conducibilità termica elevata hanno uno spessore di 3 centimetri sopra il tubo dell'impianto radiante, altri prodotti chiamati anche massetti a basso spessore o massetti a bassa inerzia termica hanno una conducibilità termica più bassa ma si possono applicare già da 0,5 millimetri sopra il tubo.
Questi massetti a basso spessore (dove previsto) devono essere supportati da pannelli di polistirene ad alta densità, vengono applicati anche direttamente ancorati al sottofondo (opportunamente primerizzato) e su impianti di riscaldamento progettati e idonei a ricevere un massetto a spessore ridotto. I massetti tradizionali o preconfezionati di tipo terra umida sono consigliati per applicazioni da un minimo 4 centimetri sopra il tubo dell'impianto di riscaldamento a pavimento.

Come si calcola lo spessore del massetto radiante

Chiariamo un punto spesso frainteso sia in fase di preventivo che in fase di realizzazione, lo spessore del massetto in presenza di impianto di riscaldamento a pavimento si calcola dalla base del pannello radiante quindi ad un massetto di 3 centimetri sopra il tubo dell'impianto radiante va aggiunto lo spessore del tubo e lo spessore di un eventuale rialzo, con un tubo da 17 mm lo spessore del massetto è 5 cm e non 4 come spesso sentiamo dire, a fare questa confusione molto spesso sono i magazzini edili che pur di vendere materiale millantano consumi molto ridotti, preventivando sulla carta prezzi finiti per massetti posati che poi si verificano sempre più alti.

Quale massetto per riscaldamento a pavimento
Massetto Autolivellante o Massetto Tradizionale (tipo terra umida)
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Il massetto deve essere fluido in modo da avvolgere perfettamente il tubo del riscaldamento ed evitare le fastidiose camere d'aria, (naturale isolante termico) che rallentano la trasmissione del calore e la velocità nei cambi di temperatura, a tal proposito evitare anche alti spessori di massetto. Il massetto deve avere un valore di conducibilità termica alta. Alcuni pensano che questo aspetto sia poco rilevante in quanto il calore tende ad andare comunque in alto infatti maggiore è la resistenza che trova tanto più è il tempo e l'energia spesa per arrivare a regime, secondo alcune scuole di pensiero (discutibili) può essere poco influente perché si ritiene che l'impianto di riscaldamento dovrebbe funzionare in continuo tenendo la temperatura dell'acqua dell'impianto bassa e il termostato ambiente alto in modo da non poter mai raggiungere la temperatura impostata facendo lavorare l'impianto solo sulla temperatura dell'acqua, la caldaia così la riscalda fino a regime solo quando si accende per la prima volta poi, ogni volta che scende di qualche grado per questo e comunque per chi ritiene che l'impianto deve stare sempre acceso per tutto l'inverno questo valore incide poco. Secondo le nuove scuole di pensiero invece il riscaldamento a pavimento si deve accendere solo quando serve pretendendo dal massetto una risposta veloce, quindi possibilità di spegnere l'impianto la notte in periodi miti o quando si vuole con un maggiore confort e risparmio energetico ed economico.
Le schede dei prodotti sono risultati di laboratorio, riprodurre lo stesso risultato in cantiere non è per niente facile se non proprio possibile, è molto più verosimile se il prodotto è di consistenza fluido autolivellante dove la mano dell'applicatore conta poco nel risultato finale. I massetti non autolivellanti ovvero i tradizionali o preconfezionati di tipo terra umida invece, necessitano di una lavorazione molto professionale in media più complessa e laboriosa, non sarà inoltre possibile avvolgere il tubo completamente, la conducibilità termica raggiunta in cantiere sarà dunque sicuramente inferiore a quella specificata nella scheda tecnica.  Fate attenzione a spessori di massetto molto alti e a prodotti non certificabili come il massetto di sabbia e cemento o a prodotti preconfezionati di tipo terra umida i vostri posatori non potranno mai garantire la perfetta miscelazione e la perfetta compattazione, la resistenza compressione e la conducibilità termica indicata nella scheda di questi prodotti.
Per questi motivi consigliamo per il riscaldamento a pavimento un massetto autolivellante meglio se a base di solfato di calcio\anidrite.

La resistenza a compressione
Anche per questo valore vale lo stesso discorso I massetti fluidi autolivellanti sono particolarmente indicati per gli impianti di riscaldamento a pavimento perché garantiscono prestazioni a bassi spessori senza dipendere dalla mano dell'operatore.
Sopra a questi impianti il massetto deve avere caratteristiche di resistenza a compressione elevatissime, deve essere almeno 20 Newton (meglio 25 o 30) al mm/q con poco spessore deve poter sopportare carichi che comprimono il pannello di polistirene e rischiano di spaccare il massetto compreso il pavimento.

I giunti di dilatazione sul massetto radiante
I giunti di dilatazione servono ad assorbire l'aumento dimensionale del massetto prodotto dal calore dell'impianto radiante. Sono tagli netti per tutto lo spessore del massetto, da non confondere con i tagli a mezzo spessore che sono giunti di frazionamento per altri utilizzi, realizzare giunti a mezzo spessore su un'impianto radiante può comportare gravi danni al pavimento e al massetto stesso, difficilmente riparabili. I giunti di dilatazione (dove previsti) sono necessari e vanno riportati anche nel pavimento sezionandolo e riempiendo il vuoto con materiale comprimibile.
I migliori massetti autolivellanti con bassissimo ritiro (knauf, Ferri...), permettono di limitare la presenza dei giunti di dilatazione e di realizzare aree continue fino a 400 metri quadrati, per gli altri massetti autolivellanti è necessario sotto certe metrature valutare l'inserimento di una rete anti ritiro per i massetti tradizionali e i preconfezionati di consistenza terra umida invece sono necessari giunti a tutte le porte e sopra i 20\30 metri quadrati secondo la disposizione degli ambienti e delle indicazioni del termo tecnico progettista dell'impianto.


La rete di armamento
In presenza di impianto di riscaldamento a pavimento la rete di armamento o di anti ritiro è obbligatoria per tutti i massetti tradizionali o di tipo terra umida e per i massetti autolivellanti che soffrono di maggiore ritiro escluso i Massetti autolivellanti knauf e Ferri. In previsione di getto di un massetto autolivellante la rete di armamento deve essere ancorata all'impianto contro il suo galleggiamento, nei massetti in sabbia e cemento o di tipo terra umida può essere sostituita dalle fibre.

Impianto e massetto a bassa inerzia termica
L’inerzia termica è un parametro che misura l'efficientamento energetico di una struttura, la capacità di un materiale di opporsi al passaggio del flusso di calore e di accumularne una parte ovvero la capacità di variare più o meno lentamente la sua temperatura. Un'impianto di riscaldamento a bassa inerzia termica vanta: bassi spessori, una temperatura dell’ambiente omogenea, costante, confortevole e consente di variare velocemente i cambi di temperatura con notevoli risparmi di energia.
Un'impianto di riscaldamento a pavimento è a bassa inerzia termica quando l'impianto è a spessore ridotto, coperto da massetto a basso spessore con un alta conducibilità termica.

Massetto autolivellante in anidrite o cemento
Una volta appreso che per gli impianti di riscaldamento a pavimento i massetti autolivellanti sono decisamente migliori sfatiamo un mito: tutti i massetti non adatti per esterno (anche non autolivellanti) e tutti quelli adatti per riscaldamento a pavimento contengono percentuali di anidrite chi più chi meno e tutti quelli per riscaldamento a pavimento con una conducibilità termica medio alta lo sono, eliminando questo componente dalla ricetta infatti non si raggiungono coefficienti di conducibilità termica rilevata in opera al di sopra di λ 1,1\1,2 W/m.K, quelli che in percentuale contengono più cemento si fanno chiamare cementizi per contrapporsi agli altri e fare guerra commerciale che alla fine poi maggiormente ricade su loro stessi. I massetti con maggiore percentuale di cemento soffrono molto di più il ritiro dell'acqua dal materiale, esso porta al rialzo negli angoli del massetto (effetto scodella) e a crepe, maggiore è la presenza di cemento contenuta nel compound e maggiore sarà l'esigenza di giunti ravvicinati e di inserire una rete anti ritiro.
I Massetti autolivellanti knauf e Ferri a nostro avviso sono i più equilibrati e i più stabili.


Messa in pressione prima di realizzare il massetto
Prima della posa di ogni massetto i tubi dell'impianto radiante devono obbligatoriamente essere messi in pressione, questo serve per verificare eventuali perdite ma soprattutto per le prossime dilatazioni. L'impianto viene messo in pressione e i tubi si dilatano, a massetto maturo viene tolta la pressione e il tubo si riduce alle dimensioni iniziali lo spazio che si crea tra il tubo ed il massetto servirà per contenere la futura dilatazione all'accensione dell'impianto di riscaldamento a pavimento.

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Asciugatura del massetto per riscaldamento a pavimento
 
Dopo quanto tempo si possono posare i rivestimenti in presenza di riscaldamento a pavimento?
Nel web si trovano informazioni fasulle, da siti o portali (nati solo per guadagnare utilizzando le vostre richieste di preventivo) l'avviamento iniziale del riscaldamento (ciclo termico) o comunemente chiamato shock termico è obbligatorio su tutti gli impianti di riscaldamento a pavimento lo prevede la normativa europea UNI EN 1264, l’operazione di avviamento dovrà avvenire trascorso il tempo di asciugatura dello strato di supporto, ovvero: 7 giorni dalla posa per i massetti in solfato di calcio (Massetti autolivellanti knauf, FZ 180 Ferri...), 21 giorni per tutti quelli a base cementizia, la durata del ciclo termico compreso i tempi di raffreddamento è di circa 15 giorni (vedi schema sopra), tutta la procedura deve essere documentata. L'asciugamento del massetto (di qualsiasi composizione) prima della posa del rivestimento deve essere completa. Lo shock termico con temperature più alte di quelle a regime serve principalmente a verificare le tensioni del massetto e evitare eventuali ritiri dopo la posa dei rivestimenti, ritiri che con fortissime probabilità provocherebbero di distaccamento del pavimento in legno, ceramica, gres... anche a causa della risalita dell'umidità residua. Dopo il ciclo termico in caso si dovessero verificare cretti dovuti al ritiro dell'acqua dai materiali, a un'errata progettazione dei giunti di dilatazione o per asciugamenti troppo rapidi dovuti alle condizioni climatiche...,
si può ovviare riempiendo le fessure con prodotti specifici.
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Che cos'è l'effetto bleeding
Come per molto altro in Italia siamo abituati a definire le cose con parole in inglese questo effetto non è altro che lo spolvero del massetto causato dalla venuta in superficie della parte più fine del prodotto, questo succede soprattutto in massetti di consistenza liquida e può portare ad una riduzione della resistenza allo strappo, più è ricco il prodotto più sarà limitato questo effetto, i prodotti Ferri e knauf sono quelli che soffrono meno di questo fenomeno, lo hanno limitato al massimo dando in dotazione i rispettivi primer da stendere prima della posa dei diversi rivestimenti, essi servono anche a limitare l'eccessiva veloce assorbenza dei collanti, rispettando tutti i parametri che impone la normativa in merito, per alcuni massetti autolivellanti di composizione meno ricchi (soprattutto in presenza di parquet) sarebbe consigliato carteggiare il piano a massetto asciutto prima della posa dei rivestimenti.
Il rivestimento in legno ha una maggiore trazione e sollecita maggiormente lo strappo, stendere sulla superficie del massetto un primer poliuretanico, come fanno Knauf e Ferri su questa tipologia di massetti è una ulteriore buona pratica.
La ricchezza della parte legante è un'arma a doppio taglio che vale per tutte le tipologie di massetti, se da una parte migliora tanti aspetti tecnici dall'altra un prodotto troppo ricco porterebbe ad una maggiore probabilità di cretti dopo il ritiro completo dell'acqua dai materiali, l'equilibrio dei massetti autolivellanti knauf e Ferri anche per questo oggi pongono questi massetti in cima alla classifica dei migliori massetti radianti adatti al riscaldamento a pavimento.

Quali collanti si devono usare per della posa del pavimento
I collanti da usare in presenza di impianto radiante per i pavimenti in gres o simili devono avere caratteristiche di deformazione elevata contrassegnati dalla sigla C.2.T.E.S.2, la posa del pavimento deve avvenire solo dopo aver effettuato il ciclo termico sull'impianto e comunque a massetto asciutto. Su massetti autolivellanti solfatici tipo knauf o Ferri prima di questa operazione è necessaria la stesura di un primer a limitare il veloce assorbimento dei collanti.


Quanto costa un massetto per pavimento radiante?
Il costo di un massetto Radiante per impianto di riscaldamento a pavimento varia in rapporto ai metri quadrati da realizzare, dal tipo di prodotto, dallo spessore e dalla difficoltà del cantiere, vanno poi ammortizzati i trasporti dei materiali e dell'intervento, per fare un esempio su una superficie di oltre 500 mq con uno spessore di 3 centimetri sopra il tubo con un massetto autolivellante sfuso in silo il prezzo può essere anche €15,00 al mq, mentre sarà sicuramente diverso per un appartamento di 70\80 mq in una zona dove si può accedere solo con piccoli mezzi e quindi con materiale sfuso in sacchi in questi casi la forbice può superare anche i 30,00€ al mq, a questo proposito in fondo alla pagina trovi uno schema indicativo del prezzo medio per i massetti autolivellanti sfusi in silo su impianti radianti in rapporto ai metri quadrati interessati.


Quali garanzie devo chiedere
I massetti su impianti radianti devono essere forniti e realizzati dalla stessa azienda, pena lo scarico di responsabilità in caso di problematiche diverse, molto spesso la committenza compra il materiale e poi chiama dei posatori per la realizzazione del masssetto è tutto fattibile ma chi garantisce l'opera finita? Se il massetto non è abbastanza fluido si formano camere d'aria intorno ai tubi e vanno a incidere sui veri risultati poi rilevati in opera oltre che per la velocità di realizzazione del manufatto, questo magari può apparire poco rilevante ma non lo è affatto i materiali dopo poco iniziano la reazione chimica e se non si procede alla realizzazione in maniera abbastanza veloce come può succedere per i massetti non fluidi (di tipo terra umida), si possono diminuire le caratteristiche del prodotto, resistenza a compressione, appiccicature, giunti... i test di laboratorio per la realizzazione delle schede tecniche sono test limitati a prove su piccole superfici magari fatte su un banco ad altezza d'uomo, replicare poi gli stessi risultati in cantiere con prodotti poco fluidi è molto difficile se non proprio possibile, nessuno controlla con prove i risultati di conducibilità termica reali ottenuti in opera con questa tipologia di prodotti ma sicuramente a opera finita salterebbe fuori una notevole flessione, di chi è la colpa poi? Quando ci sono contestazioni la colpa è sempre dei posatori. La domanda rompicapo è: se i progettisti a parità di prestazioni da scheda tecnica consigliano e spesso obbligano il cliente ad un preconfezionato di tipo terra umida perché poi chi realizza il lavoro deve garantire certe prestazioni? Anche nel campo dei massetti c'è la cattiva consuetudine a screditare i prodotti della concorrenza, come potete notare usiamo tra tutti i migliori massetti per pavimenti radianti e non abbiamo legami particolari con nessuno ma visto che abbiamo la piena responsabilità nel garantire il lavoro realizzato attraverso la fornitura e posa, in base alla nostra esperienza quotidiana consigliamo vivamente quelli autolivellanti per resa termica e per resistenza.

Quanto costa e perché impianti di riscaldamento a pavimento
Il prezzo di un'impianto radiante varia a secondo dei materiali usati e dai metri quadrati da realizzare in media dai 60\90 euro al metro quadrato. Questa tipologia di impianto è superiore a un riscaldamento tradizionale ad elementi radianti, il costo di partenza più alto è ammortizzabile in poco tempo dal risparmio energetico e giustificato sicuramente dal comfort abitativo elevato. E' superata la vena scettica verso questi riscaldamenti in quanto i primi impianti lavoravano su temperature molto più alte 55/60 contro 35/40 gradi, oltre al consumo più alto creavano disagi a soggetti con problemi di circolazione, il calore parte dal basso e si dissolve oltre i 2 metri di altezza, riesce a scaldare uniformemente e con temperature molto più basse dei comuni riscaldamenti. Le vecchie tecnologie di impianti radianti con massetti tradizionali per arrivare a temperatura e a livello di esercizio ci impiegavano molto tempo e quindi si accendevano a inizio stagione e si spegnevano a primavera, oggi le nuove generazioni di massetti autolivellanti a medi e bassi spessori consentono di accendere questi impianti solo poche ore al giorno ottimizzando al massimo il risparmio energetico i consumi e il comfort.


Approfondimento
Visto nello specifico i migliori massetti per pavimento radiante devi sapere che fino a qualche anno fa si realizzavano massetti su riscaldamento a pavimento con sabbia e cemento, il produttore di questi impianti non a caso forniva il fluidificante per rendere questi massetti più morbidi e adattabili al tubo per diminuire la presenza delle camere d'aria e aumentare la resistenza a compressione con il costante aumento di questi impianti il mercato italiano (già da diversi anni) si è adeguato creando prodotti più specifici prendendo spunto dal nord europa, paesi che per una maggiore necessità dovuta alla diversità climatica hanno sviluppato questi impianti e i massetti più adeguati moto tempo prima di noi.
I primi ''copiatori'' italiani di massetti autolivellanti in anidrite naturale e cementizi hanno fatto molti progressi non senza commettere errori nel loro processo di crescita che unita all'incompetenza dei primi applicatori hanno contribuito a screditare questi massetti ma il carico più pesante lo mettono tuttora i massettisti che si ostinano a impastare sabbia e cemento o preconfezionati simili di consistenza tipo terra umida su impianti di riscaldamento a pavimento, questa vecchia mentalità e scetticismo (a difendere le proprie scelte ad ogni costo o per paura di una mancata opportunità), verso questi prodotti è ancora in lento sviluppo un po' come è successo per convincerli a sostituire il cemento e ad usare i collanti per posare i pavimenti in gres. Fortunatamente l'arrivo in Italia qualche anno fa di un produttore multinazionale di massetti autolivellanti ha accelerato la competizione dei produttori italiani, portandoli a un veloce progresso ma convincere i molti massettisti è ancora oggi la sfida più ardua, a loro si uniscono anche: progettisti, studi tecnici capeggiati da professionisti di vecchia mentalità o di parte legati spesso da royalty pagate dai competitori.
Se non hai un direttore dei lavori, non ti fidi di lui o magari semplicemente vuoi capirne di più sui massetti per riscaldamento a pavimento sei nel posto giusto, la nostra classifica con pregi e difetti dei migliori massetti per riscaldamento a pavimento e dei migliori massetti a basso spessore adatti a questo tipo di impianti ti può già chiarire un po' le idee nel sito puoi trovare tutte le informazioni: le descrizioni delle varie terminologie, le schede tecniche dei prodotti, tutte le indicazioni tecniche e pratiche, consigli, punti di vista e tutto quello che ti serve per capire quale miglior massetto per riscaldamento a pavimento adatto alle tue esigenze. In questa classifica abbiamo stilato i migliori massetti per riscaldamento a pavimento di tutte la marche di massetti più note e affidabili considerato tutti i fattori principali adeguati a questo tipo di impianto preso atto della normativa UNI E N 1264.


Le nostre zone operative
dei massetti autolivellanti sfusi in silo:
Toscana
(Minimo mq 70)
Firenze, Pisa, Grosseto, Massa, Carrara, Livorno, Lucca, Prato, Pistoia, Arezzo, Pontedera, Empoli
Umbria
(Minimo mq 120)
Perugia, Terni, Spoleto, Todi, Assisi, Foligno, Gubbio
Lazio
(Minimo mq 130)
Roma, Viterbo, Rieti, Frosinone, Latina
Emilia Romagna
(Minimo mq 120) 
Bologna, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Parma, Cesena, Ferrara, Ravenna, Piacenza, Forlì, Rimini...
Liguria
(Minimo mq 100)
La spezia.
Lombardia
(Minimo mq 150)
Milano, Monza, Pavia, Lodi, Cremona, Brescia, Mantova.
Veneto
(Minimo mq 150)
Verona, Vicenza, Padova, Rovigo.